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Se ti è capitato di fare gli esami del sangue dopo i cinquant’anni e scoprire che il colesterolo ha superato i valori desiderabili, conosci probabilmente la frustrazione di dover rivedere le tue abitudini a tavola. Con gli anni il metabolismo rallenta e i cambiamenti ormonali, in particolare nelle donne durante la menopausa, rendono il sistema cardiovascolare più sensibile. Di fronte a questa situazione la tentazione più comune è eliminare del tutto intere categorie di cibi, compresi i latticini. La ricotta, d’altra parte, viene spesso consigliata come una piacevole eccezione: scopriamo insieme perché questa indicazione ha basi fisiologiche solide e come integrarla al meglio nella tua alimentazione.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Perché la ricotta è diversa dai formaggi tradizionali
Per comprendere le qualità di questo alimento occorre osservare come viene prodotto. La ricotta non è un vero e proprio formaggio, bensì un latticino ricavato dal siero di latte, la parte liquida che si separa dalla cagliata durante la preparazione dei formaggi tradizionali. Scaldando nuovamente il siero ad alte temperature si ottiene un prodotto soffice e naturalmente ricco d’acqua.
Questa particolare lavorazione fa sì che la quota di grassi saturi, i principali responsabili dell’aumento del colesterolo LDL nel sangue, risulti decisamente contenuta. Una porzione di ricotta vaccina apporta in media tra i 7 e i 10 grammi di grassi per 100 grammi di prodotto, a fronte dei 30 o 35 grammi presenti nei formaggi stagionati o a pasta dura. La versione ovina ne contiene una quantità lievemente superiore, ma si mantiene comunque su valori molto più bassi rispetto alla media della categoria.
L’impatto sulla salute cardiovascolare dopo i cinquant’anni
Mantenere il colesterolo LDL entro limiti di sicurezza dopo i 50 anni aiuta a proteggere la salute delle arterie. Escludere completamente i latticini rischia però di privarti di elementi preziosi per l’organismo. In questa fase della vita hai bisogno di un apporto costante di calcio e proteine ad alto valore biologico per sostenere la densità ossea e contrastare la naturale perdita di massa muscolare.
La ricotta risponde con equilibrio a questo bisogno. Le sue proteine del siero vantano un’ottima digeribilità e contribuiscono a prolungare il senso di sazietà, facilitando il controllo del peso corporeo. Gestire il peso in modo efficace rappresenta un fattore determinante per migliorare l’intero quadro dei lipidi nel sangue e prevenire ulteriori rialzi della colesterolemia.
Indicazioni pratiche per portarla in tavola
Inserire la ricotta nella tua alimentazione abituale richiede soltanto qualche piccolo accorgimento. Le linee guida attuali indicano una dose di riferimento attorno ai 100 grammi a porzione, un quantitativo che puoi consumare due o tre volte alla settimana al posto di altri formaggi o fonti proteiche. Quando acquisti il prodotto al supermercato, controlla la lista degli ingredienti: scegli le opzioni fresche e tradizionali, facendo attenzione ad evitare quelle con panna aggiunta, utilizzata talvolta per aumentare la cremosità ma responsabile di un innalzamento dei grassi.
Puoi rendere il tuo pasto ancora più favorevole per il cuore abbinando la ricotta a cibi ricchi di fibre solubili. Consumarla insieme a verdure di stagione, legumi o pane integrale crea un’accoppiata vincente: le fibre formano una struttura gelificata nell’intestino che contribuisce a ridurre l’assorbimento del colesterolo, trasformando un piatto gustoso in un sostegno concreto per le tue arterie.
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