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L’idea è semplice e attraente: un piatto di ceci la sera e, al mattino, zuccheri nel sangue più bassi. Dietro c’è qualcosa di vero, perché i ceci sembrano far salire la glicemia meno di altri alimenti nelle ore subito dopo il pasto. Il passaggio da quelle ore al valore del risveglio è invece proprio quello che le ricerche disponibili non permettono di fare.
Il motivo sta in una distinzione che conta più dell’orario della cena. La glicemia dopo un pasto e la glicemia a digiuno sono due misure diverse, che rispondono a domande diverse. Sul fronte della digestione, poi, l’effetto più documentato dei legumi è meno lusinghiero di quanto prometta il titolo: un po’ di gas e gonfiore, in alcune persone.

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Che cosa fanno i ceci alla glicemia dopo il pasto
La sintesi più recente sull’argomento ha raccolto 28 studi controllati. Ne emerge che i ceci potrebbero ridurre la risposta glicemica complessiva nelle due ore successive al pasto, rispetto ad alimenti con una quantità paragonabile di carboidrati. “Risposta complessiva” indica quanto sale lo zucchero nel sangue e per quanto tempo resta sopra il livello di partenza.
Altri due dati della stessa analisi ridimensionano il quadro. Il picco glicemico, cioè il valore massimo raggiunto, non è risultato ridotto in modo significativo. Lo stesso vale per la quantità totale di insulina prodotta. Gli studi su questi aspetti sono pochi: un effetto resta possibile, ma oggi non si può dire che i ceci “eliminino i picchi”.
Gli autori giudicano di certezza molto bassa anche il risultato principale. I partecipanti erano soprattutto adulti senza diabete. Un andamento più dolce della glicemia per due ore, quindi, resta lontano dal prevenire il diabete o le sue complicanze.
Perché la glicemia dopo cena e quella del risveglio vanno tenute separate
La glicemia a digiuno si misura dopo una notte senza cibo e riflette il punto di partenza dell’organismo. La risposta al pasto descrive invece come il corpo gestisce un pasto preciso. Uno studio ha mostrato bene la differenza tra le due misure.
In quello studio, 16 adulti sani hanno mangiato a cena dei fagioli bruni. Il giorno dopo la loro glicemia è salita meno in risposta alla colazione, mentre la glicemia a digiuno al risveglio è rimasta invariata. Lo studio riguardava fagioli, non ceci: serve a capire che i due valori possono andare in direzioni diverse, non a dimostrare un effetto dei ceci.
Sui ceci esiste una ricerca sul cosiddetto effetto del secondo pasto, cioè l’influenza di un alimento sul pasto successivo. In quel caso il secondo pasto arrivava due ore dopo. Con i ceci la glicemia è risultata più bassa solo in alcuni momenti, mentre la riduzione significativa dopo il secondo pasto riguardava le lenticchie. Due ore sono molto meno di una notte intera.
Resta la strada del lungo periodo. Il consumo regolare di legumi per diverse settimane, con vari tipi di legumi e di diete, è associato al miglioramento di alcuni parametri glicemici, soprattutto nel diabete di tipo 2. La certezza di questi risultati è molto bassa, e nessuno di questi studi indica un orario migliore o un beneficio notturno.
Il bilancio, sulla glicemia, è questo: un effetto speciale dei ceci mangiati a cena sul valore del mattino non è stato dimostrato. Significa che la prova manca, non che sia stato provato il contrario.
Digestione: l’effetto più concreto è il gas
Il meccanismo è noto. Una parte dei carboidrati dei legumi non viene assorbita nell’intestino tenue e arriva fino al colon. Lì i batteri intestinali la fermentano, e la fermentazione produce gas. Per questo i legumi possono causare gas e gonfiore in alcune persone. Si tratta di un processo normale, che non indica un danno all’intestino.
Sui ceci in particolare c’è un piccolo studio con 12 adulti sani, che per tre settimane hanno mangiato ogni giorno 200 grammi di ceci in scatola. I partecipanti hanno avuto più flatulenza e un lieve gonfiore, in genere modesti. Frequenza delle evacuazioni, dolore addominale e diarrea sono rimasti uguali.
Da un solo studio così piccolo non si può ricavare né una migliore regolarità intestinale né una buona tolleranza per tutti. La tolleranza è individuale, e nessuna di queste fonti mostra che i ceci diano più fastidio se mangiati la sera.
Quando gas e gonfiore meritano attenzione
Un po’ di gas dopo un piatto di legumi rientra nella normalità. È opportuno invece consultare il medico quando gas e gonfiore:
- danno un fastidio che pesa sulla giornata;
- cambiano all’improvviso rispetto al solito;
- si accompagnano a dolore addominale, stitichezza, diarrea o perdita di peso.
In questi casi conviene evitare di dare la colpa all’ultimo alimento mangiato. Un sintomo nuovo o persistente va valutato per quello che è.
Mangiare i ceci a cena resta quindi una scelta di gusto e di tolleranza personale. Ciò che la ricerca ha misurato con una certa concretezza riguarda le due ore dopo il piatto, non le otto o dieci che separano la cena dalla colazione.
Fonti
- biomedcentral.com
- Effects of a Brown Beans Evening Meal on Metabolic Risk Markers and Appetite Regulating Hormones at a Subsequent Standardized Breakfast: A Randomized Cross-Over Study | PLOS One
- Pulse consumption improves indices of glycemic control in adults with and without type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis of acute and long-term randomized controlled trials
- Eating, Diet, & Nutrition for Gas in the Digestive Tract – NIDDK
- Symptoms & Causes of Gas in the Digestive Tract – NIDDK
- Second-meal effects of pulses on blood glucose and subjective appetite following a standardized meal 2 h later – PubMed
- Gastrointestinal Tolerance to Daily Canned Chickpea Intake – PubMed
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