Ti piace il caffè? Ottimo.
Lo bevi con zucchero o dolcificanti? Ahi! ?
Sorseggiare una tazzina di caffè ogni mattina potrebbe essere molto più di un rituale piacevole: uno studio osservazionale suggerisce che bere caffè regolarmente, senza alcun tipo di dolcificante, potrebbe ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 del 10% per ogni tazza consumata.
Lo studio, condotto su oltre 150.000 persone, ha analizzato per più di tre milioni e mezzo di anni-persona l’effetto di diversi additivi sulla possibile protezione offerta dal caffè contro il diabete.
I ricercatori hanno tuttavia osservato che questo potenziale beneficio si affievolisce drasticamente quando si aggiungono zucchero o dolcificanti artificiali.
Cosa dice esattamente lo studio?

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I ricercatori hanno analizzato i dati di tre grandi gruppi di persone negli Stati Uniti, seguendoli per anni e raccogliendo informazioni sul loro consumo di caffè e sugli ingredienti aggiunti.
Ogni quattro anni i partecipanti aggiornavano le loro abitudini alimentari, permettendo agli autori di confrontare il rischio di diabete in base a ciò che bevevano. Per rendere i risultati più affidabili, sono stati tenuti in considerazione (controllati statisticamente) anche altri fattori, come la dieta e l’attività fisica.
Ecco cosa è emerso dallo studio:
- Caffè senza zucchero né dolcificanti: rischio di diabete inferiore del 10% per ogni tazza consumata (al giorno).
- Caffè con zucchero: il beneficio si dimezza e il rischio di diabete si riduce solo del 5% per tazza.
- Caffè con dolcificanti artificiali: la riduzione del rischio è del 7%, quindi inferiore rispetto al caffè puro.
- Caffè con panna/crema: nessun effetto significativo, né positivo né negativo.
- Caffè con zucchero e dolcificanti insieme: nessuna protezione rilevabile contro il diabete.
In sintesi, lo studio suggerisce che il caffè può essere utile per ridurre il rischio di diabete, ma solo se bevuto senza zucchero o dolcificanti.
Quali meccanismi potrebbero essere coinvolti?
I possibili meccanismi alla base di questa associazione includono diversi effetti benefici del caffè sull’organismo, tra cui:
- il suo potenziale effetto termogenico, che potrebbe favorire il metabolismo,
- le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, che contribuiscono a migliorare la salute metabolica,
- e la sua capacità di modulare il segnale dei recettori dell’adenosina, influenzando così processi come la sensibilità all’insulina.
- Infine il consumo di caffè potrebbe avere un impatto positivo sulla composizione e diversità del microbiota intestinale, fattore sempre più studiato per il suo ruolo nella regolazione del metabolismo e del rischio di diabete.
Un’associazione, non una prova
È importante sottolineare che questo è un singolo studio osservazionale, il che significa che non può dimostrare con certezza che il caffè senza zucchero protegga realmente e direttamente dal diabete.
Potrebbero esserci altri fattori coinvolti, come lo stile di vita generale delle persone che bevono caffè amaro rispetto a chi lo zucchera (ad esempio chi lo beve amaro potrebbe essere statisticamente più attento alla dieta e alla salute in generale, il che potrebbe influenzare il rischio di diabete indipendentemente dal caffè stesso), senza dimenticare che essendo basato su questionari è possibile che subentrino errori nella stima di quanto e cosa si consuma.
Va infine sottolineato che lo studio è stato condotto su popolazione americana e si riferisce quindi alle modalità di consumo del caffè tipiche degli Stati Uniti, benché la letteratura scientifica più recente suggerisca comunque un rapporto dose-dipendente e un possibile meccanismo causale legato a diverse sostanze presenti nel caffè, il che lascia aperta la possibilità che gli effetti osservati non siano limitati alla specifica preparazione locale.
Cosa fare in pratica?
Anche se questo studio non fornisce certezze assolute, suggerisce che potrebbe essere preferibile bere il caffè senza zucchero o dolcificanti per mantenere eventuali effetti benefici sulla salute metabolica.
Se non riesci a rinunciare a un tocco di dolcezza, potresti provare a ridurre gradualmente la quantità di zucchero o esplorare alternative naturali come un pizzico di cannella.
In ogni caso, non è il caffè in sé a fare male, ma il modo in cui lo beviamo. Anche se servono ulteriori studi per confermare queste associazioni, ridurre il consumo di zuccheri aggiunti è comunque una scelta salutare a prescindere.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.