La notizia in breve
A livello globale, i vaccini di nuova generazione contro la tubercolosi, attesi sul mercato a partire dal 2029, potrebbero contribuire a salvare fino a circa 7,3 milioni di vite tra il 2030 e il 2050 e generare fino a 135 miliardi di dollari in benefici economici per i paesi a basso e medio reddito entro il 2050. Lo segnala Gavi, the Vaccine Alliance nella sua Roadmap per i nuovi vaccini contro la tubercolosi, avvertendo che è necessario agire subito per preparare governi e produttori, dato che la domanda dei paesi a basso e medio reddito potrebbe raggiungere, in media, 85 milioni di cicli vaccinali all’anno.
Nel 2024 sono stati registrati 10,7 milioni di casi e 1,2 milioni di decessi a livello globale, con circa il 77% dei decessi avvenuto nei paesi a basso e medio reddito. L’unico vaccino autorizzato, il Bacille Calmette Guérin (Bcg), ha oltre 100 anni e protegge neonati e bambini piccoli dalle forme gravi, ma la protezione si affievolisce nel tempo. I nuovi candidati vaccinali mirano a prevenire la malattia tra adolescenti e adulti, e il primo potrebbe ricevere l’approvazione regolatoria entro la fine del decennio. Tra i fattori che potrebbero ostacolarne la diffusione, Gavi indica il rischio che le raccomandazioni siano limitate ai soli gruppi a più alto rischio per lacune nelle evidenze, oltre a finanziamenti inadeguati e criticità nell’approvvigionamento.
“I nuovi vaccini contro la tubercolosi potrebbero rappresentare il prossimo strumento immunizzante di punta, ma realizzeranno il loro potenziale solo se riusciremo a garantire un approvvigionamento sufficiente, prevedibile e accessibile per i paesi con il carico di malattia più elevato”, ha dichiarato Sania Nishtar, ceo di Gavi, the Vaccine Alliance.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Perché servono nuovi vaccini
La tubercolosi resta una delle principali malattie infettive a livello globale: nel 2024 sono stati registrati 10,7 milioni di casi e 1,2 milioni di decessi, concentrati soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. I vaccini di nuova generazione puntano a colmare un limite importante della prevenzione attuale, offrendo protezione anche ad adolescenti e adulti, le fasce nelle quali avviene gran parte della trasmissione.
La tubercolosi è causata da un batterio che si diffonde prevalentemente per via aerea. L’infezione può rimanere controllata dall’organismo senza provocare sintomi, oppure evolvere verso la malattia attiva, più spesso a carico dei polmoni, con manifestazioni come tosse persistente, febbre, sudorazioni notturne, stanchezza e perdita di peso.
I limiti della protezione attuale
Il Bcg, unico vaccino oggi autorizzato, viene impiegato da oltre un secolo. La sua utilità è consolidata soprattutto nella protezione dei neonati e dei bambini piccoli dalle forme più gravi, mentre l’efficacia contro la tubercolosi polmonare nell’adolescente e nell’adulto è meno affidabile e tende a ridursi nel tempo.
Un vaccino capace di prevenire la malattia polmonare nelle età successive potrebbe avere un doppio effetto: proteggere direttamente le persone vaccinate e ridurre la circolazione del batterio. Questo secondo risultato, tuttavia, dipenderà dall’efficacia reale dei prodotti, dalla durata della protezione e dalla copertura raggiunta nelle popolazioni maggiormente esposte.
Dalle stime alla pratica
Secondo la roadmap citata, i nuovi vaccini potrebbero salvare fino a circa 7,3 milioni di vite tra il 2030 e il 2050 e produrre fino a 135 miliardi di dollari di benefici economici nei paesi a basso e medio reddito. Si tratta di proiezioni, non di risultati già osservati: dipendono dall’approvazione dei candidati, dalle raccomandazioni sanitarie, dalla disponibilità delle dosi e dalla capacità dei sistemi sanitari di distribuirle.
La domanda prevista, in media 85 milioni di cicli vaccinali ogni anno, mostra che lo sviluppo clinico è solo una parte della sfida. Produzione su larga scala, prezzi sostenibili, catene di approvvigionamento e finanziamenti stabili saranno determinanti quanto le caratteristiche del vaccino.
Uno strumento dentro una strategia più ampia
Anche un vaccino efficace non sostituirebbe diagnosi, trattamento e sorveglianza. Il controllo della tubercolosi richiede inoltre attenzione alle condizioni che favoriscono la progressione verso la malattia, tra cui malnutrizione, immunodepressione, sovraffollamento e difficoltà di accesso ai servizi sanitari.
Il primo candidato potrebbe essere autorizzato entro la fine del decennio, ma restano incertezze sulla popolazione destinataria e sull’ampiezza delle raccomandazioni. Il potenziale sanitario è rilevante, mentre il suo impatto concreto dipenderà dalle evidenze definitive e dalla possibilità di rendere la vaccinazione accessibile nei paesi con il maggiore carico di malattia.
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