Altro che cruciverba: ecco cosa protegge il cervello dopo i 70 anni

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Imparare uno strumento dopo i 70 anni può sembrare un progetto più legato al piacere personale che alla salute. Eppure per molte persone la domanda è concreta: vale ancora la pena iniziare qualcosa di nuovo quando si invecchia, oppure i benefici arrivano troppo tardi? Un nuovo studio suggerisce che la pratica musicale regolare in età avanzata potrebbe accompagnarsi a una migliore tenuta di alcune funzioni mentali, soprattutto se viene portata avanti nel tempo.

Che cosa ha studiato la ricerca

I ricercatori hanno seguito per circa quattro anni un gruppo di adulti anziani sani che in precedenza avevano partecipato a un breve percorso di avvio a uno strumento musicale. Al controllo finale sono stati rivalutati 32 partecipanti: 13 avevano continuato con lezioni e pratica regolare, mentre 19 avevano smesso e si erano dedicati ad altre attività del tempo libero.

Lo studio ha misurato soprattutto la memoria di lavoro verbale, cioè la capacità di trattenere e manipolare informazioni per poco tempo, utile in attività quotidiane come seguire una conversazione, ricordare istruzioni o tenere a mente un numero. Sono stati valutati anche alcuni aspetti del controllo esecutivo, insieme a esami di risonanza magnetica per osservare struttura e funzionamento di aree cerebrali coinvolte nell’apprendimento e nella coordinazione.

I risultati principali

Nel gruppo che aveva continuato a suonare, la memoria di lavoro verbale si è conservata meglio nel tempo rispetto a chi aveva interrotto. Non significa che il cervello non invecchi, ma che il calo osservato è stato più contenuto.

C’è anche un dato biologico interessante: in chi ha proseguito la pratica si è visto un migliore mantenimento del volume del putamen destro, una struttura profonda del cervello legata all’integrazione tra movimento, abitudini apprese e alcune funzioni cognitive. La variazione di questa area era associata alla conservazione delle prestazioni di memoria.

Sul piano funzionale, il gruppo che ha continuato mostrava anche un pattern diverso nel cervelletto, una regione nota per il ruolo nel movimento ma coinvolta anche in processi cognitivi. Secondo gli autori, questo profilo potrebbe indicare un funzionamento più efficiente durante i compiti di memoria verbale, con minore necessità di “compensare” coinvolgendo altre aree.

Perché può interessarti davvero

La notizia non è che “suonare uno strumento protegge il cervello” in modo garantito. Il punto più utile è un altro: anche in età avanzata il cervello conserva una certa plasticità, cioè la capacità di adattarsi all’apprendimento. Per una persona comune questo conta, perché suggerisce che iniziare attività complesse, stimolanti e ripetute nel tempo può avere un valore che va oltre l’hobby.

In questo caso la musica unisce più ingredienti: attenzione, memoria, coordinazione, ascolto, ritmo, esercizio costante e spesso anche relazione sociale. Lo studio infatti descriveva non solo pratica individuale, ma anche incontri di gruppo e piccole esibizioni. È plausibile che il beneficio osservato dipenda dall’insieme di questi elementi, non solo dallo strumento in sé.

Cosa puoi portare a casa, con prudenza

Il messaggio più ragionevole è che non è troppo tardi per iniziare un’attività nuova e impegnativa, musicale o simile, anche dopo i 70 anni. E che la continuità sembra contare più di un’esperienza breve fatta una tantum.

Ma serve cautela. Lo studio era piccolo, con pochi partecipanti al follow-up, e i gruppi non sono stati formati a caso. Chi ha scelto di continuare potrebbe essere stato più motivato, più attivo o avere caratteristiche favorevoli già in partenza. Questo significa che i risultati mostrano un’associazione, non una prova certa di causa-effetto.

Quindi no, non possiamo dire che basti iscriversi a un corso di musica per prevenire il declino cognitivo. Possiamo però considerare questa ricerca come un segnale incoraggiante: coltivare apprendimenti complessi, piacevoli e sostenibili nella vita reale potrebbe essere una delle strade utili per invecchiare restando mentalmente coinvolti.

Fonte scientifica

Paper originale: Never too late to start musical instrument training: Effects on working memory and subcortical preservation in healthy older adults across 4 years
Rivista: Imaging Neuroscience
DOI: 10.1162/IMAG.a.48

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