Pressione alta? L’olio insospettabile che la abbassa in soli 20 giorni

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Quando si parla di pressione alta, il desiderio di trovare soluzioni semplici e sostenibili è comprensibile. Non tutti hanno valori così elevati da richiedere subito farmaci, e molte persone si chiedono se esistano aiuti pratici da affiancare alle abitudini quotidiane. Un piccolo studio ha provato a verificare se l’olio di menta piperita possa avere un effetto misurabile sulla pressione nelle forme iniziali di ipertensione.

Che cosa ha studiato davvero

I ricercatori hanno coinvolto 40 adulti tra 18 e 65 anni con pressione ai limiti alti o con ipertensione di grado lieve. Erano persone non in terapia antipertensiva e senza importanti malattie cardiovascolari o metaboliche. Lo studio è stato randomizzato e controllato con placebo, cioè i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere olio di menta piperita oppure una bevanda al gusto di menta senza il principio attivo.

L’intervento è durato 20 giorni. Il gruppo trattato assumeva due volte al giorno una piccola quantità di olio di menta diluita in acqua. I ricercatori hanno misurato soprattutto la pressione sistolica, cioè il valore “massimo”, ma anche la pressione diastolica, la frequenza cardiaca a riposo, alcuni parametri metabolici, il sonno e il benessere psicologico.

I risultati principali

Il dato più rilevante riguarda la pressione sistolica. Dopo 20 giorni, nel gruppo che assumeva menta il valore medio è sceso di circa 8 mmHg, mentre nel gruppo placebo non si è osservato un miglioramento comparabile. C’è stato anche un calo della pressione diastolica e della frequenza cardiaca a riposo.

Questo rende il risultato interessante, perché anche riduzioni relativamente piccole della pressione possono avere importanza sul piano cardiovascolare, soprattutto se mantenute nel tempo. Ma qui serve prudenza: lo studio mostra un effetto osservato a breve termine, non dimostra ancora che la menta possa cambiare il rischio di infarto, ictus o altre complicanze.

C’è anche un altro elemento utile: non sono emersi benefici su peso, circonferenza vita, glicemia, lipidi, sonno o benessere psicologico. In altre parole, l’effetto sembra concentrarsi sui parametri cardiovascolari misurati, non su un miglioramento generale della salute in sole tre settimane.

Perché può interessarti nella vita quotidiana

Per chi ha valori pressori leggermente aumentati, la domanda è concreta: posso fare qualcosa di semplice, oltre alle solite raccomandazioni? Questo studio suggerisce che la menta piperita meriti attenzione come possibile strategia aggiuntiva, economica e in apparenza ben tollerata nel breve periodo.

Ma non è un via libera all’autogestione. Lo studio non dice che gli integratori di menta sostituiscano i farmaci, né che funzionino in tutti. Non riguarda persone con ipertensione più severa, malattie associate o terapie in corso. E non sappiamo se l’effetto resti stabile dopo settimane o mesi.

Che cosa ci si può portare a casa

Il messaggio più ragionevole è questo: il risultato è promettente ma preliminare. Se confermato da studi più grandi e più lunghi, potrebbe aprire la strada a un supporto in più per chi ha ipertensione lieve. Per ora, non basta per raccomandare l’olio di menta come trattamento standard.

Nella pratica quotidiana restano centrali le misure con prove molto più solide: ridurre il sale, muoversi con regolarità, dormire a sufficienza, limitare l’alcol, curare il peso se necessario e monitorare la pressione con metodo. Se stai pensando a un integratore “naturale”, vale la pena ricordare che naturale non significa automaticamente efficace o adatto a tutti. La scelta andrebbe discussa con un professionista, soprattutto se hai altri disturbi o assumi farmaci.

Fonte scientifica

Paper originale: Effects of peppermint (Mentha x piperita L.) oil on cardiometabolic outcomes in patients with pre- and stage 1 hypertension: A placebo randomized controlled trial
Rivista: PLoS ONE
DOI: 10.1371/journal.pone.0344538

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