Italia-Tunisia, più cooperazione sanitaria: telemedicina e One Health

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La notizia in breve

Il ministero della Salute ha reso noto il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Tunisia nel settore sanitario, a seguito dell’incontro bilaterale svoltosi a Roma tra il ministro Orazio Schillaci e il ministro tunisino Mustapha Ferjani.

Nel corso dell’incontro sono state approfondite le prospettive di collaborazione tra le strutture ospedaliere e per la formazione dei professionisti sanitari in settori quali neonatologia, medicina d’emergenza, cardiologia pediatrica e trapianti. I ministri hanno affrontato anche lo sviluppo di attività congiunte in sanità digitale e telemedicina.

È stata inoltre richiamata l’importanza dell’approccio One Health per affrontare le zoonosi, le malattie emergenti e l’antimicrobico-resistenza.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Cooperazione sanitaria e continuità delle cure

La collaborazione tra sistemi sanitari non riguarda soltanto lo scambio di competenze, ma può migliorare la qualità e la continuità dell’assistenza. La formazione condivisa e i rapporti tra ospedali favoriscono linguaggi clinici comuni, procedure più omogenee e una migliore capacità di affrontare condizioni complesse.

Neonatologia, emergenza, cardiologia pediatrica e trapianti richiedono équipe multidisciplinari, organizzazione e aggiornamento costante. In questi ambiti il trasferimento di conoscenze è efficace quando comprende non solo gli aspetti tecnici, ma anche sicurezza delle cure, coordinamento tra professionisti e monitoraggio degli esiti.

Telemedicina oltre la distanza

La sanità digitale può facilitare consulti tra specialisti, formazione a distanza e condivisione delle informazioni cliniche. La telemedicina, tuttavia, non sostituisce automaticamente l’assistenza in presenza: la sua utilità dipende dal problema clinico, dalla qualità dei dati disponibili e dalla possibilità di integrare il consulto digitale in un percorso di cura organizzato.

Restano centrali la protezione dei dati sanitari, la sicurezza informatica e la compatibilità tra sistemi tecnologici. Anche l’accessibilità conta: connessioni, competenze digitali e disponibilità di dispositivi possono creare nuove disuguaglianze se non vengono considerate nella progettazione dei servizi.

La prospettiva One Health

L’approccio One Health riconosce che salute umana, salute animale e ambiente sono interdipendenti. Le zoonosi e le malattie emergenti possono essere comprese e controllate meglio attraverso la collaborazione tra medicina, veterinaria, microbiologia, epidemiologia e scienze ambientali.

Lo stesso principio vale per l’antimicrobico-resistenza. L’uso degli antimicrobici in ambito umano e veterinario, insieme alla circolazione dei microrganismi tra persone, animali e ambiente, rende insufficienti interventi isolati. Sorveglianza coordinata, prevenzione delle infezioni e uso appropriato delle terapie costituiscono i cardini condivisi, mentre l’efficacia concreta degli accordi dipenderà dalla loro traduzione in programmi stabili e verificabili.

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