La notizia in breve
Tornano a crescere le domande per i corsi di laurea in Infermieristica, registrando quasi 21.500 candidati, con un aumento del 14% rispetto allo scorso anno, a fronte di 20.672 posti disponibili. I dati sono stati raccolti da Angelo Mastrillo, docente di Organizzazione delle professioni sanitarie dell’Università di Bologna, e diffusi dal sindacato Nursing Up.
Il sindacato evidenzia il calo registrato negli anni precedenti: 22.957 domande nel 2023-2024, 21.178 nel 2024-2025 (-7,7%) e 18.836 nel 2025-2026 (-11,1%), a fronte delle 46.281 del 2010-2011. Il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, ha definito il dato come “il primo recupero, la prima vera boccata d’ossigeno dopo una lunga emorragia”, aggiungendo che la politica deve impegnarsi per non sprecare questo ritorno di interesse.
Resta aperta, secondo il sindacato, la questione della programmazione. Per l’anno accademico 2026-2027 il fabbisogno indicato dalle Regioni è di 25.479 infermieri contro i 20.672 posti disponibili, ossia 4.807 in meno, dato che si colloca quasi il 19% sotto le necessità espresse dai territori. Inoltre, nell’anno accademico 2022-2023 circa il 15% degli studenti ha abbandonato il corso durante il primo anno.
Per Nursing Up occorre allineare progressivamente i posti disponibili al fabbisogno delle Regioni, incrementare borse di studio e aiuti economici, intervenire sulle cause degli abbandoni e migliorare l’attrattività post-laurea tramite retribuzioni competitive, valorizzazione specialistica, percorsi di carriera e condizioni lavorative dignitose.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Una ripresa che non colma il divario
L’aumento del 14% delle domande per Infermieristica, con quasi 21.500 candidati, segnala un recupero di interesse dopo anni di calo. Tuttavia, il numero delle candidature è di poco superiore ai 20.672 posti disponibili e rimane lontano dalle oltre 46.000 domande registrate nel 2010-2011.
Dalle iscrizioni agli infermieri disponibili
Il dato più rilevante per il sistema sanitario non è soltanto quanti giovani presentano domanda, ma quanti completano la formazione ed entrano stabilmente nella professione. Nell’anno accademico 2022-2023 circa il 15% degli studenti ha abbandonato il corso già durante il primo anno: questo passaggio riduce ulteriormente l’effetto concreto dei posti programmati.
Le rinunce possono dipendere da fattori differenti, tra cui difficoltà economiche, carico didattico, aspettative non corrispondenti alla realtà professionale e impatto dei primi tirocini. Individuare le cause prevalenti richiede dati sistematici, perché aumentare gli accessi senza ridurre gli abbandoni non garantisce un aumento equivalente dei laureati.
Programmazione e qualità dell’assistenza
Per il 2026-2027 le Regioni indicano un fabbisogno di 25.479 infermieri, mentre i posti disponibili sono 20.672, con uno scarto di 4.807 unità, quasi il 19% in meno rispetto alle necessità espresse. Il confronto, però, va interpretato con cautela: il fabbisogno programmato è una stima organizzativa, mentre la disponibilità effettiva dipende anche dal completamento degli studi, dai pensionamenti, dalla mobilità e dalla permanenza nel lavoro clinico.
La presenza di personale infermieristico adeguato non riguarda soltanto l’organizzazione dei turni. Gli infermieri svolgono funzioni essenziali nella sorveglianza clinica, nella gestione delle terapie, nella prevenzione delle complicanze, nell’educazione sanitaria e nella continuità tra ospedale, territorio e domicilio.
L’attrattività non termina con la laurea
Borse di studio e sostegni economici possono facilitare l’accesso e la prosecuzione degli studi, ma la tenuta del sistema dipende anche da ciò che accade dopo la laurea. Retribuzione, carichi di lavoro, autonomia professionale, possibilità di specializzazione e percorsi di carriera concorrono a determinare se un professionista resta nel servizio sanitario o cerca alternative.
Il recupero delle candidature è quindi un segnale favorevole, ma non ancora la soluzione alla carenza. La programmazione deve considerare l’intero percorso, dall’ingresso all’università fino alla permanenza nella professione, mantenendo insieme due obiettivi: disporre di un numero adeguato di infermieri e garantire una formazione clinica di qualità.
Tutte le news di The WOM Healthy su Google
Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.