Chi ha vissuto un ictus da vicino, come paziente o come familiare, sa che l’emergenza è solo l’inizio. Nelle settimane successive possono comparire difficoltà a muoversi con sicurezza, a ricordare, a concentrarsi, e talvolta un’ansia che prima non c’era. Una parte del danno non si esaurisce quando il sangue smette di arrivare al cervello: continua a svilupparsi dopo, alimentata da infiammazione e sofferenza delle cellule. Su questa seconda fase si concentra una ricerca di laboratorio con un’idea a prima vista sorprendente: usare le sostanze prodotte da cellule staminali che si trovano dentro i denti.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Che cosa hanno indagato i ricercatori
Lo studio riguarda l’ictus ischemico, quello causato dall’interruzione del flusso di sangue in un’area del cervello. Il gruppo di ricerca ha raccolto cellule staminali dalla polpa dentale, il tessuto morbido all’interno del dente, donate da giovani donatori. Le cellule non sono state trapiantate. I ricercatori hanno usato il loro secretoma, cioè l’insieme di proteine e piccole vescicole che queste cellule rilasciano nel liquido in cui crescono. Questo materiale contiene diverse proteine con attività antiossidante e altre coinvolte nella regolazione delle difese immunitarie del cervello.
Il trattamento è stato testato in due contesti. Il primo erano cellule immunitarie cerebrali in coltura, private di ossigeno. Il secondo erano topi in cui era stato provocato un piccolo ictus. Gli animali hanno ricevuto tre iniezioni a partire da sei ore dopo l’evento.
Cosa è emerso negli animali
I topi che avevano ricevuto il secretoma mostravano, rispetto a quelli non trattati, un’area di tessuto danneggiato più piccola e meno neuroni andati incontro a morte cellulare. Erano ridotti anche i segnali di stress ossidativo, cioè l’accumulo di molecole reattive che danneggiano le cellule, e quelli dell’infiammazione. Le cellule immunitarie del cervello sembravano passare da uno stato aggressivo a uno più orientato alla riparazione.
I ricercatori hanno osservato anche una maggiore formazione di nuovi neuroni nell’ippocampo, area chiave per la memoria, più vasi sanguigni e connessioni tra neuroni meglio organizzate. I test di comportamento andavano nella stessa direzione: i topi trattati se la cavavano meglio nelle prove di equilibrio e coordinazione, di orientamento e memoria, e mostravano meno segni di ansia.
Perché è presto per parlare di cura
Sono risultati interessanti, ma vanno letti per ciò che sono: dati preclinici, ottenuti su cellule e su topi giovani, tutti maschi, con un ictus indotto in modo controllato. Il cervello umano, l’età avanzata e le altre malattie che spesso accompagnano l’ictus rendono il quadro molto più complesso. Molte strategie promettenti negli animali non hanno poi funzionato nelle persone.
Gli stessi autori segnalano altri nodi aperti. La composizione del secretoma può variare da una preparazione all’altra. Non è stato dimostrato quali singole sostanze siano davvero responsabili degli effetti osservati. Non si sa con precisione quanto materiale raggiunga il cervello, né quali siano la dose e la via di somministrazione migliori. Servono quindi standardizzazione e verifiche più rigorose prima di qualsiasi sperimentazione sull’uomo.
Cosa puoi portare a casa oggi
Se tu o una persona cara avete avuto un ictus, è comprensibile cercare novità che diano speranza. Questa ricerca indica una direzione di studio, non una terapia disponibile. Diffida quindi di chi proponesse oggi trattamenti per l’ictus a base di prodotti di cellule staminali dentali al di fuori di sperimentazioni cliniche autorizzate.
Ciò che conta davvero resta ben documentato. Il primo punto è riconoscere subito i segni, come bocca storta, debolezza di un braccio o difficoltà a parlare, e chiamare i soccorsi senza aspettare, perché ogni minuto guadagnato salva tessuto cerebrale. Il secondo è seguire con costanza la riabilitazione. Il terzo è tenere sotto controllo pressione, glicemia e colesterolo e smettere di fumare, insieme al proprio medico.
Lo studio aiuta a capire meglio una cosa: il danno dell’ictus si gioca anche nelle ore successive all’evento. È lì che la ricerca sta cercando nuovi modi per intervenire.
Fonte scientifica
Paper originale: Human Dental Pulp Stem Cell Secretome Restores Ischemic Stroke–Impaired Motor and Cognitive Functions by Reprogramming Redox and Inflammatory Signaling
Rivista: Advanced Science
DOI: 10.1002/advs.76717
Tutte le news di The WOM Healthy su Google
Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.