Il mal di pancia è uno dei disturbi più comuni, ma spesso anche uno dei meno compresi. Con il progetto Capire la Pancia, SIFAC e Opella partono da una survey sulla percezione del mal di pancia per sviluppare protocolli specifici e rafforzare la collaborazione con i professionisti della salute.
Capire la Pancia, quando il mal di pancia non è così semplice da capire
Lo chiamiamo mal di pancia quasi sempre nello stesso modo, ma dentro questa espressione finiscono sensazioni molto diverse. Crampi, gonfiore, diarrea, bruciore di stomaco e pesantezza addominale non raccontano la stessa storia, anche se nella vita di tutti i giorni li mettiamo spesso nello stesso contenitore.
Secondo una survey condotta da SIFAC e presentata il 6 maggio a Milano, oltre 9 persone su 10 hanno avuto almeno un episodio di mal di pancia nell’ultimo anno. Il dato più interessante, però, è un altro: più della metà non si sente davvero sicura quando prova a gestirlo da sola.
Il problema è che il mal di pancia sembra semplice solo perché è comune. In realtà può coinvolgere zone diverse dell’addome, avere intensità variabili e presentarsi con sintomi che cambiano da persona a persona.
A volte è un fastidio passeggero, altre diventa un dolore capace di interferire con lavoro, studio, uscite e concentrazione. Per questo leggere meglio il proprio mal di pancia non significa allarmarsi, ma evitare di liquidarlo sempre come una cosa da niente.
Una survey per capire come le persone gestiscono i sintomi gastrointestinali
Alla base di Capire la Pancia c’è una survey osservazionale realizzata nelle farmacie di comunità su 406 adulti tra i 18 e gli 87 anni. L’obiettivo era capire come i cittadini definiscono, percepiscono e gestiscono il mal di pancia nella quotidianità.
Dai dati emerge un rapporto molto pratico, ma non sempre sicuro, con il self-care. Circa il 90% delle persone dichiara di intervenire in autonomia, usando farmaci, rimedi o cambiamenti nello stile di vita.
Il punto è che agire in fretta non significa sempre scegliere nel modo più adatto. Solo il 44,7% degli intervistati si sente molto o completamente sicuro nella gestione autonoma del mal di pancia, mentre oltre la metà esprime una sicurezza limitata.
Tra le cause più spesso associate al mal di pancia ci sono alimentazione e stress. Pasti abbondanti, orari irregolari, giornate di corsa, ansia e cambiamenti nella routine possono influenzare il benessere intestinale, ma non spiegano sempre tutto.
Dai dati ai protocolli, il ruolo dei farmacisti diventa più centrale
Il progetto Capire la Pancia, promosso da SIFAC con il contributo non condizionante di Opella, nasce proprio per trasformare questi dati in strumenti concreti. L’obiettivo è creare protocolli specifici, algoritmi decisionali e percorsi formativi pensati per supportare i farmacisti nella gestione dei sintomi gastrointestinali.
Il farmacista è spesso il primo professionista a cui ci si rivolge quando compare il mal di pancia. È vicino, accessibile e può aiutare a distinguere un fastidio gestibile con un consiglio mirato da una situazione che richiede il parere del medico.
Questo passaggio è importante perché il mal di pancia non è una categoria unica. Un dolore nella parte alta dell’addome può essere più legato ad acidità o pesantezza, mentre crampi, gonfiore, diarrea o stipsi possono coinvolgere più direttamente l’area intestinale.
Avere protocolli condivisi può aiutare il farmacista a fare le domande giuste, orientare meglio il cittadino e promuovere un self-care consapevole, evitando risposte automatiche davanti a sintomi che possono avere cause diverse.
Una nuova sinergia tra cittadini, farmacisti e professionisti della salute
Con Capire la Pancia, la formazione dei farmacisti diventa parte di un percorso più ampio, che mette insieme ricerca, educazione e pratica quotidiana. A partire da giugno 2026, il progetto punta a coinvolgere circa 20.000 farmacisti su tutto il territorio nazionale.
La direzione è chiara: rendere il self-care più semplice, ma anche più informato. Non si tratta di complicare la gestione del mal di pancia, ma di dare alle persone strumenti migliori per capire cosa sta succedendo e quando è utile chiedere supporto.
In questo scenario, la farmacia di comunità diventa un presidio di prossimità ancora più importante. Non solo un luogo in cui trovare prodotti, ma uno spazio dove parlare di sintomi gastrointestinali, ricevere orientamento e capire se serve un approfondimento medico.
Chiedere consiglio non è una perdita di tempo, soprattutto quando il mal di pancia è nuovo, intenso, ricorrente o accompagnato da altri sintomi. Può essere il modo più semplice per dare un nome più preciso a quello che succede e scegliere il percorso più adatto.