Molti adulti ricordano la cannabis come qualcosa di “non troppo serio”, soprattutto se usata da ragazzi in modo saltuario. Ma per un cervello ancora in sviluppo la questione potrebbe essere meno semplice. Un nuovo studio molto ampio ha seguito adolescenti per diversi anni e ha osservato se chi riferiva uso di cannabis avesse più probabilità di ricevere, in seguito, una diagnosi psichiatrica. È un tema che riguarda famiglie, scuole e chiunque lavori con i più giovani, perché tocca una fase della vita in cui abitudini e fragilità possono lasciare tracce durature.

Che cosa ha studiato davvero
I ricercatori hanno analizzato i dati sanitari di oltre 460 mila adolescenti tra 13 e 17 anni. Durante le visite pediatriche veniva chiesto in modo riservato se avessero usato cannabis nell’ultimo anno. Da lì in poi, i ragazzi sono stati seguiti fino ai 25 anni per vedere quante nuove diagnosi comparivano: disturbi psicotici, bipolari, depressivi e d’ansia.
Questo è uno studio di coorte, cioè osservazionale: mette in relazione un’esposizione, in questo caso l’uso di cannabis, con eventi successivi nel tempo. È un punto importante, perché uno studio così può mostrare un’associazione solida, ma non basta da solo a dimostrare un rapporto di causa-effetto.
I risultati principali
Tra gli adolescenti che avevano riferito uso di cannabis nell’ultimo anno, il rischio di una successiva diagnosi è risultato più alto per tutti i gruppi di disturbi esaminati. L’aumento era più marcato per psicosi e disturbo bipolare, dove il rischio risultava circa doppio rispetto ai non utilizzatori. Per depressione e ansia l’associazione c’era, ma più contenuta.
Un dato interessante è il fattore tempo. Per depressione e ansia il legame era più evidente nelle età più giovani e tendeva ad attenuarsi con il passare degli anni, fino a non risultare più chiaro nella fascia tra 21 e 25 anni. Per psicosi e disturbo bipolare, invece, l’associazione restava più robusta.
C’è anche un altro elemento che rafforza la prudenza del messaggio: in molti casi l’uso di cannabis è stato segnalato prima della diagnosi, spesso con uno scarto di circa due anni. Questo non prova che la cannabis abbia causato il disturbo, ma rende meno plausibile l’idea che l’associazione dipenda solo dal fatto che il problema psichiatrico fosse già emerso.
Perché può interessarti nella vita quotidiana
Per una persona comune il punto non è demonizzare, ma capire meglio il contesto. L’adolescenza è una fase in cui il cervello sta ancora maturando, soprattutto nelle aree coinvolte in controllo degli impulsi, regolazione emotiva e motivazione. Se una sostanza interferisce in questo periodo, anche un uso percepito come “normale” può non essere neutro.
Il messaggio pratico più ragionevole è semplice: ritardare l’inizio conta. Non serve trasformare questo studio in una previsione individuale, né pensare che chi ha usato cannabis svilupperà per forza un disturbo mentale. Ma i dati suggeriscono che l’esposizione in adolescenza non andrebbe banalizzata.
Che cosa non possiamo concludere
Lo studio ha limiti importanti. L’uso di cannabis era auto-riferito e misurato con una sola domanda, senza dettagli su frequenza, quantità, modalità di consumo o concentrazione di THC. Questo significa che non sappiamo se il rischio cambi molto tra uso occasionale e uso frequente.
C’è anche il problema dei fattori confondenti. I ricercatori hanno corretto i risultati per vari elementi, come uso di alcol e altre sostanze, condizioni socioeconomiche e alcune differenze demografiche. Ma restano possibili fattori non misurati, per esempio vulnerabilità psicologica, stress familiare o contesto sociale. In più i dati arrivano da cartelle cliniche, quindi alcune diagnosi o alcuni consumi potrebbero non essere stati registrati.
In sintesi, questo lavoro non dice che la cannabis “causa” automaticamente malattia psichiatrica. Dice però che, nei grandi numeri, l’uso in adolescenza si associa a un rischio maggiore, soprattutto per disturbi psicotici e bipolari. È un’informazione utile per parlare di prevenzione in modo realistico, senza allarmismi ma anche senza minimizzare.
Fonte scientifica
Paper originale: Adolescent Cannabis Use and Risk of Psychotic, Bipolar, Depressive, and Anxiety Disorders
Rivista: JAMA Health Forum
DOI: 10.1001/jamahealthforum.2025.6839
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