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La notizia in breve
La Fondazione Atena Donna celebra 25 anni di attività a favore della prevenzione, della salute e della ricerca scientifica con una cerimonia nella Sala Protomoteca del Campidoglio, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica. All’iniziativa partecipano rappresentanti della medicina, della scienza, della ricerca e delle istituzioni, tra cui il ministro della Salute Orazio Schillaci e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano.
La Fondazione, nata nel 2001, ha conferito il premio Atena e Atena Donna alla fisica Fabiola Gianotti, già direttrice del Cern di Ginevra. I lavori sono stati aperti da Giulio Maira e Cesare Colosimo, presidenti della Fondazione Atena, insieme a Carla Vittoria Maira, presidente di Atena Donna.
Riguardo all’ente, il ministro Schillaci ha dichiarato che “con i suoi 25 anni di attività testimonia come si possano portare avanti iniziative concrete per promuovere prevenzione, una società più sana e anche più equa”. Il professor Maira ha indicato che il tema dell’anno è “il futuro non si aspetta, si costruisce e si protegge”, aggiungendo che “intendiamo che la prevenzione è la prima politica per la libertà. Significa offrire alle persone conoscenza, strumenti e opportunità per proteggere la propria salute e costruire il proprio domani”.

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Che cosa si intende per prevenzione
In medicina la prevenzione si articola tradizionalmente su tre livelli. La prevenzione primaria mira a impedire che una malattia insorga, agendo sui fattori di rischio prima che producano danni. La prevenzione secondaria punta a individuare una malattia in fase precoce, spesso prima dei sintomi, quando le possibilità di trattamento sono in genere migliori. La prevenzione terziaria riguarda chi è già malato e cerca di limitare complicanze, recidive e perdita di autonomia.
Il peso dello stile di vita
Per molte malattie croniche, come quelle cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e diversi tumori, il consenso clinico riconosce un ruolo rilevante dei comportamenti quotidiani. Fumo, consumo di alcol, sedentarietà, alimentazione squilibrata ed eccesso di peso sono fattori di rischio modificabili, sui quali si concentra gran parte della prevenzione primaria. Il beneficio di intervenire su questi fattori è considerato solido, anche se varia da persona a persona e non annulla il contributo di genetica, età e ambiente.
Prevenzione ed equità
Il richiamo a una società più equa tocca un aspetto noto della sanità pubblica: l’accesso alla prevenzione non è uniforme. Livello di istruzione, reddito e area di residenza influenzano sia l’esposizione ai fattori di rischio sia la partecipazione ai programmi di diagnosi precoce. Per questo l’informazione sanitaria e l’organizzazione dei servizi sono considerate parte integrante delle strategie preventive, non solo le scelte individuali.
I limiti da considerare
La prevenzione riduce la probabilità di ammalarsi o di andare incontro a forme gravi, ma non la azzera. Anche gli esami di diagnosi precoce comportano un bilancio tra benefici e possibili svantaggi, come falsi allarmi o sovradiagnosi. Per questo i programmi di screening raccomandati si basano su valutazioni condotte per specifiche fasce di popolazione e non sono estesi indistintamente a tutti.
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