Il latte artificiale fa dormire di più? No, la scienza dice altro

Ultima modifica

Quando si parla di neonati, il sonno diventa presto una questione centrale per tutta la famiglia. Non stupisce quindi che molti genitori si chiedano se il modo in cui il bambino viene nutrito possa influire anche su quanto dorme. Un nuovo studio, molto ampio, aggiunge un tassello utile a questa domanda e mette in discussione un’idea diffusa: che il latte artificiale favorisca per forza un sonno più lungo rispetto all’allattamento al seno.

Che cosa ha studiato davvero

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 82 mila coppie madre-bambino seguite dalla nascita fino al primo anno di vita. L’obiettivo era capire se il tipo di alimentazione nei primi sei mesi fosse collegato alla durata del sonno a 1 anno.

Le famiglie sono state suddivise in quattro gruppi: bambini nutriti solo con formula per sei mesi, bambini allattati al seno per meno di sei mesi, bambini che avevano ricevuto sia latte materno sia formula per sei mesi, e bambini allattati esclusivamente al seno per sei mesi. A 1 anno, i genitori hanno indicato quante ore dormiva il bambino nelle 24 ore. È stato considerato sonno breve dormire meno di 11 ore al giorno.

I risultati principali

Il dato più interessante è che il sonno breve era meno frequente nei gruppi che avevano ricevuto latte materno. Nel gruppo alimentato solo con formula la quota di bambini con sonno breve era del 12,2%. Scendeva al 10,2% tra chi era stato allattato per meno di sei mesi, al 9,7% nel gruppo misto e all’8,8% tra chi era stato allattato esclusivamente al seno per sei mesi.

Anche dopo aver tenuto conto di molti fattori che possono influenzare il sonno, come situazione sociale, fumo, depressione dopo il parto, sonno del neonato nelle prime settimane e altri elementi familiari, l’associazione restava. In pratica, rispetto alla formula esclusiva, l’allattamento nei primi sei mesi era collegato a una probabilità più bassa di dormire poco a 1 anno.

Questo non significa che ogni bambino allattato dormirà di più, né che la differenza sia enorme. Lo stesso studio segnala che l’effetto assoluto è modesto.

Perché può interessare nella vita quotidiana

Per molte famiglie la scelta su come nutrire un neonato si intreccia con stanchezza, rientro al lavoro, difficoltà pratiche, dolore, supporto disponibile e timore di non dormire abbastanza. Sapere che l’allattamento non sembra penalizzare il sonno del bambino, e anzi può essere associato a un rischio leggermente più basso di sonno insufficiente, può aiutare a ridimensionare alcuni timori.

I ricercatori ipotizzano varie spiegazioni biologiche. Nel latte materno sono presenti sostanze coinvolte nei ritmi sonno-veglia, come melatonina e triptofano. C’è anche l’ipotesi che l’allattamento influenzi il microbiota intestinale, che a sua volta potrebbe avere un ruolo nello sviluppo dei ritmi biologici. Ma per ora restano ipotesi plausibili, non dimostrate da questo studio.

Che cosa non possiamo concludere

Questo lavoro è osservazionale, quindi mostra un’associazione ma non prova un rapporto di causa-effetto. In altre parole, non possiamo dire con certezza che sia l’allattamento a far dormire di più. Potrebbero contare anche fattori non misurati, come le abitudini serali, l’ambiente domestico o il modo in cui i genitori percepiscono e riportano il sonno del bambino.

C’è anche un altro limite importante: sia alimentazione sia sonno sono stati riferiti dai genitori tramite questionari, quindi i dati possono essere imprecisi. E i risultati riguardano una popolazione specifica, per cui non è automatico trasferirli identici a tutti i contesti.

Che cosa puoi portare a casa

Il messaggio più ragionevole è semplice: non ci sono segnali che l’allattamento al seno peggiori il sonno del bambino nel primo anno. Se mai, i dati vanno nella direzione opposta, anche se con un vantaggio contenuto.

Per chi sta scegliendo come affrontare l’alimentazione nei primi mesi, questo studio non offre una regola assoluta, ma può essere rassicurante. Il sonno infantile dipende da molti fattori e un singolo studio non basta per risolvere un tema così complesso. Vale come un’informazione utile in più, non come una promessa.

Fonte scientifica

Paper originale: Breastfeeding and children’s sleep duration at 1 year of age: A nationwide birth cohort – The Japan Environment and Children’s Study
Rivista: European Journal of Clinical Nutrition
DOI: 10.1038/s41430-026-01718-1

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza