Chi ha la pressione alta può bere il caffè?

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Il caffè è una delle bevande più amate e consumate al mondo, apprezzata per il suo aroma inconfondibile e il suo effetto stimolante. Tuttavia, per le persone con pressione alta, la questione se sia sicuro continuare a bere caffè può essere fonte di preoccupazione.

La caffeina, il principale componente attivo del caffè, è nota per i suoi effetti sul sistema cardiovascolare, ma gli studi sui suoi impatti specifici sulla pressione sanguigna forniscono risultati contrastanti.

Gli studi disponibili

Analizzando la letteratura disponibile sono due le meta analisi disponibili:

Benché apparentemente simili, l’angolo di analisi della questione è piuttosto differente:

  • Nel primo caso si è valutato l’impatto del consumo di caffè sul rischio di sviluppo di pressione alta,
  • nel secondo caso si è invece valutato il rischio di malattie cardiovascolari (come infarti e ictus) eventualmente insito nel consumo di caffè da parte di soggetti già affetti da pressione alta.

Bere abitualmente caffè favorisce lo sviluppo di pressione alta?

Donna con sguardo dubbioso mentre beve caffè

Shutterstock/Nicoleta Ionescu

Benché gli studi disponibili siano spesso contraddittori, ad oggi NON emerge un collegamento statisticamente significativo tra consumo abituale di caffè e rischio di sviluppare pressione alta.

In soggetti sani, quindi, non c’è ad oggi ragione per evitare il consumo di caffè.

Chi ha la pressione alta, può bere caffè?

Nei soggetti ipertesi, ovvero affetti da pressione alta, l’assunzione di caffeina produce in effetti un aumento acuto della pressione arteriosa che dura almeno 3 ore; questo potrebbe indurre a pensare un aumento del rischio, quantomeno in questo lasso di tempo, tuttavia le prove attuali non dimostrano un’associazione tra il consumo abituale di caffè e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari nei soggetti ipertesi.

Esiste invece qualche riserva in più nei confronti di un consumo occasionale, in cui in effetti potrebbe aumentare temporaneamente il rischio di infarto e ictus.

Si raccomanda in ogni caso di verificare soggettivamente la propria risposta alla caffeina, in quanto tra i soggetti cosiddetti metabolizzatori lenti l’aumento acuto della pressione potrebbe essere significativo anche in caso di consumo abituale, suggerendo quindi la necessità di maggior prudenza.

Un’ulteriore meta-analisi del 2016 ha indagato l’associazione tra consumo abituale di caffè e il controllo della pressione arteriosa in soggetti anziani affetti da pressione alta, evidenziando come spesso un consumo maggior si riflettesse in valori di pressione più scarsamente controllati.

In ultima analisi, alla luce di queste diverse situazioni, il consiglio è quindi di monitorare attentamente il proprio consumo di caffè e la risposta individuale alla caffeina. Ridurre gradualmente l’assunzione di caffeina, optare per caffè decaffeinato o esplorare alternative a base di erbe possono essere strategie utili per chi trova che il caffè influisce negativamente sulla propria pressione arteriosa. Infine, mantenere uno stile di vita sano, che includa una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare, è fondamentale per il controllo efficace della pressione sanguigna.

Per approfondire: Abbassare la pressione con rimedi naturali

Quanti caffè al giorno?

Secondo l’EFSA un adulto in buona salute “l’assunzione [complessiva] di caffeina fino a 400 mg al giorno, consumata nel corso della giornata, non pone problemi di sicurezza per gli adulti sani della popolazione in genere, fatta eccezione per le donne in gravidanza.”

Considerando che un espresso ne contiene circa 80 mg, in assenza di altre fonti di caffeina (tè, bibite alla cola, bibite energetiche, cioccolato, …) 3-4 caffè distribuiti nell’arco della giornata non rappresentano un problema per il soggetto sano; in caso di pressione alta, in base alla propria risposta individuale, potrebbe essere consigliabile ridurne il consumo.

Il decaffeinato si può bere?

La letteratura in proposito appare contraddittoria, si consiglia quindi di verificare personalmente la propria risposta al consumo di caffè decaffeinato.

 

Per approfondire:

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