Farmaco dimezza il rischio di diabete! Ma attenzione ai numeri…

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Hai deciso di leggere questo articolo perché vuoi sapere cosa sia in grado di dimezzare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, e te lo dirò tra pochissimo, ma vorrei provare anche a farti ragionare più chiaramente su un altro aspetto: se nel titolo avessi scritto “Ecco come ridurre del 2% il rischio di diabete”, avresti cliccato lo stesso?

Io credo di no… cosa t’interessa ridurre il rischio del 2%? Ma dimezzarlo, dimezzarlo!, altroché se t’interessa. E poi chissà mai che sia qualcosa che non costa caro e non comporta sacrifici…

E se ti dicessi che potrebbe essere la stessa cosa?

  • Ti riduco il rischio di diabete del 2%.
  • Ti dimezzo il rischio di diabete.
  • Ti abbatto del 50% il rischio di diabete.

Le ultime due sono abbastanza chiaramente la stessa cosa, anche se sono pronto a scommettere che se facessimo un test una funzionerebbe meglio dell’altra nell’attrarre clic.. ma la prima? A meno che tu non sia abbastanza avvezzo alla matematica o alla ricerca non è così intuitivo capire come caspita possano essere uguali…

Seguimi…

Un farmaco eccezionale per prevenire il diabete

Prendiamo 220 adulti circa cinquantenni, obesi con fegato grasso, ma non diabetici e dividiamoli in 3 gruppi:

  • Il primo gruppo lo ringraziamo, gli stringiamo la mano e lo mandiamo a casa.
  • Al secondo gruppo prescriviamo il farmaco ***** (il farmaco te lo dico dopo) ad alte dosi per un anno
  • Al terzo gruppo prescriviamo lo stesso farmaco, ma a dosi più ridotte, sempre per un anno.

Li riconvochiamo tutti e 220 dopo 10 anni e andiamo a vedere chi nel frattempo abbia sviluppato il diabete per scoprire che:

  • 2.1% dei soggetti con con dose alta
  • 1.9% dei soggetti con dose bassa
  • 4.1% dei soggetti senza farmaco.

Quindi, semplificando un po’:

  • 4% senza farmaco,
  • 2% con farmaco a prescindere dalla dose.

Abbiamo diminuito il rischio del 2%, ma possiamo ugualmente dire che abbiamo dimezzato il rischio.

Qual è questo farmaco miracoloso che dimezza il rischio di diabete? Attività fisica.

  • Il programma per il gruppo “dose alta” prevedeva corsa per un totale di 150 minuti a settimana,
  • dose bassa camminata veloce per 150 minuti a settimana per 12 mesi.

Insomma, un sacco di conferme:

  • Conferma dell’efficacia dell’attività fisica.
  • Conferma che non serve strafare per beneficiare dell’attività fisica, ma è sufficiente una camminata a passo svelto.

Peraltro entrambi i gruppi hanno mostrato una naturale tendenza al mantenimento di livelli più elevati di attività fisica nel tempo libero a distanza di 10 anni, come a dire: se cominci… poi ti senti “troppo meglio” per smettere.

E se ti chiedessi come mai la camminata abbia fornito un beneficio superiore alla corsa, beh, la mia sensazione è che possa essere un semplice caso dovuto al basso numero di persone, ma potrebbe essere conseguenza di una maggior adesione al piano di allenamento, perché in realtà disponiamo di molta letteratura scientifica che dimostra come parlando di attività fisica “più è meglio”, ma è solo una mia ipotesi.

Cos’altro impariamo?

Il giochino delle percentuali, 2% e 50% di riduzione, è un trucchetto che troppo spesso viene usato con meno buona fede della mia… Dai giornali, da siti in rete e purtroppo anche in opuscoli dedicati a classe medica e farmacisti nella presentazione di nuovi farmaci. Ma lo stesso si può fare anche al contrario. Ricordo ad esempio qualche anno quando si diffuse il panico per un aumento del rischio di trombosi venosa profonda da pillola anticoncezionale contenente drospirenone, che sostanzialmente raddoppia.

Detto così è brutto, vero? Rischio doppio di trombosi rispetto alle pillole più vecchie… Eppure se andassimo a vedere i numeri scopriremmo che:

  • Su 10 mila donne che NON assumono contraccettivi fino a 5 di loro svilupperebbero una trombosi in un anno.
  • Tra 10 mila utilizzatrici di una pillola tradizionale fino a 9, potrebbero svilupparla. Quasi il doppio.
  • Tra 10 mila utilizzatrici di una pillola con drospirenone circa 10.
  • Ma se ti dicessi che tra 10 mila donne incinte si contano fino a 20 episodi?
  • E se ti dicessi che tra 10 mila donne nel periodo post-parto, nelle 12 settimane dopo, ne conteremmo fino a 65?

Quindi vedi che il doppio (il rischio è innegabilmente doppio) fa in realtà fa un po’ meno paura se confrontato alle donne in generale e a quelle in gravidanza… E soprattutto se ti fermi un attimo a pensare, “10 casi su 10000” ridimensiona un po’ il raddoppio del rischio, 10 casi su 10 mila è relativamente poco in termini assoluti.

La prossima volta che ti capiterà di leggere un numero di questo tipo mi auguro quindi che tu senta la necessità di andare un po’ più a fondo per contestualizzarlo, è davvero l’unico modo per poter prendere decisioni più consapevoli e non essere in balia della cattiva informazione, o addirittura evitare di essere manipolati.

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