I cani prendono il COVID? E i gatti? Possono trasmetterlo?

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Introduzione

Sì, cani e gatti possono venire contagiati dal SARS-CoV-2, virus responsabile dell’infezione COVID-19 che tristemente conosciamo fin troppo bene, ma allo stato attuale non esistono evidenze che gli animali da compagnia svolgano un ruolo epidemiologico nella diffusione dell’infezione all’uomo, lo scrive a chiare lettere l’Istituto Superiore di Sanità fin dai primi mesi della pandemia e lo ribadisce il CDC americano:

Sulla base delle informazioni disponibili fino ad oggi, il rischio che gli animali diffondano il COVID-19 alle persone è considerato basso. CDC

Sono state documentate (anche recentemente) segnalazioni di animali infetti da SARS-CoV-2 in tutto il mondo, che riguardano ad esempio

  • animali da compagnia, come gatti, cani e furetti
  • animali negli zoo, inclusi diversi tipi di grandi felini, lontre, primati ed altri
  • visoni
  • cervi selvatici.

Dopo le prime segnalazioni all’inizio della pandemia ho tuttavia avuto la sensazione, non so se anche per te sia stato lo stesso, che questo argomento sia un po’ caduto nel dimenticatoio e per certi versi è un bene, perché significa che non c’è nulla di drammaticamente rilevante da sapere, ma da amante di tutto ciò che è Vita credo che sia importante fare il punto della situazione su tutti gli aspetti principali della questione.

Cane e gatto

Getty/Westend61

I cani possono prendere la COVID-19?

Sì, come abbiamo detto possono essere contagiati, come confermano tutte le più importanti organizzazioni nazionali di veterinari nel mondo, ma è un’evenienza fortunatamente relativamente rara e caratterizzata tipicamente da sintomi lievi, con un completo recupero che avviene nell’arco di pochi giorni.

I gatti possono prendere la COVID-19?

Anche per i gatti la situazione sembra sostanzialmente sovrapponibile a quanto descritto per i cani, ovvero contagio possibile, ma fortunatamente raro e generalmente limitato a pochi giorni di sintomi moderati.

Cani, gatti e COVID: i sintomi

Secondo l’associazione dei veterinari inglesi sebbene cani e gatti con infezioni SARS-CoV-2 acquisite naturalmente siano spesso asintomatici, ovvero senza alcun sintomo apparente, sono stati aneddoticamente segnalati

  • Febbre
  • Tosse
  • Difficoltà a respirare o mancanza di respiro
  • Letargia
  • Starnuti
  • Secrezione nasale
  • Scarico oculare
  • Vomito
  • Diarrea

Anche se come abbiamo visto il rischio di contagio è estremamente ridotto, è chiaro che in presenza di questi sintomi devi sempre avvertire il veterinario, per la sicurezza dell’animale. Mi raccomando, usa solo e soltanto farmaci prescritti espressamente per lui o lei, perché tantissimi medicinali ad uso umano sono veleno per loro.

Gli animali domestici possono trasmettere la COVID-19 agli umani?

Ad oggi non ci sono evidenze che portino a ritenere gli animali una possibile fonte di contagio, ma ti prego di prestare attenzione a due aspetti fondamentali:

  1. Se sei come me ed hai l’abitudine non solo di accarezzare il tuo pet, ma anche di abbracciarlo, baciarlo e dormirci insieme, potrebbe diventare indirettamente fonte di contagio come una qualsiasi altra superficie inanimata, anche se va detto che non c’è assoluta unanimità su questa considerazione. Ci hanno detto, correttamente, di lavarci le mani spesso perché su maniglie, tavoli, sedie, mezzi pubblici, carrelli della spesa e qualsiasi altra cosa di venga in mente il virus può sopravvivere relativamente a lungo, arrivando quindi indirettamente su una nostra mucosa quando dovessimo grattarci l’occhio, toccarci il naso o la bocca con le mani contaminate. In questo senso un animale probabilmente non fa differenza, ma questo ovviamente vale solo ed ipoteticamente nel caso di contatti con soggetti infetti, quindi è più che altro una precauzione da tenere in casa tra membri della stessa famiglia quando uno o più fossero positivi, mentre non possono diventare magicamente infetti dal nulla, tantomeno restando all’aperto. Non ci sono evidenze della possibilità di trasmissione aerea, ovvero direttamente tramite le goccioline emesse con la saliva da animale a uomo. Per la stessa ragione si considera improbabile la trasmissione tra cane e cane, gatto-gatto o interspecie.
  2. Secondo aspetto importante, non infastidire né offendere il tuo gatto, sono abbastanza convinto che possiedano una tecnologia segreta in grado di infettarci a comando e a distanza con particelle virali subatomiche quantistiche…

Non ci sono prove che sia necessario lavare i propri animali domestici per controllare e limitare la diffusione della COVID-19, da questo punto di vista puoi continuare a lavare il tuo piccolo o grande amico come sei abituato e soprattutto con i detergenti abituali, delicati ed adatti al loro pelo. Che non ti salti in mente di usare disinfettanti ad uso umano, acqua ossigenata od altre cose simili.

Ti ho parlato di cani e gatti, ma lo stesso vale anche, ad esempio, per i furetti.

Riassumendo, se hai animali in casa probabilmente rischiano più loro a stare a contatto con te che viceversa, anche se fortunatamente si parla di rischi molto piccoli. Al di là delle più basilari norme igieniche non c’è molto che tu debba fare, salvo nei casi in cui un solo familiare sia positivo e allora può valere la pena porre qualche attenzione in più. Se ti saltasse in mente di abbandonare il tuo amico per questa ragione dimostreresti un’ignoranza abissale, dimostrando che forse meriteremmo davvero l’estinzione come razza umana.

Una nota importante perché la prudenza non è mai troppa, non mettere MAI mascherina a cane o gatto.

Purtroppo abbiamo terribilmente visto sui telegiornali che alcune particolari specie, come i visoni, rappresentano casi leggermente diversi… e forse sarebbe davvero ora di interrogarci anche sull’opportunità e sui reali rapporti rischi-benefici di allevamenti intensivi, soprattutto quando nemmeno destinati all’alimentazione ma al semplice soddisfacimento della vanità umana.

Per concludere, in condizioni sperimentali gli animali che sembrano essere suscettibili al virus includono gatti, cani e furetti, ma non cavalli, maiali e pollame. I risultati degli studi sperimentali sui bovini sono contrastanti, ma tendenzialmente negativi.

Cosa fare se sei positivo?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale, perché sì, ti assicuro che esiste ed ha la stessa dignità della più nota OMS, ci ricorda che ad oggi non ci sono prove che gli animali da compagnia svolgano un ruolo epidemiologico nella diffusione delle infezioni umane da SARS-CoV-2. Tuttavia, poiché sia ​​gli animali che le persone possono essere colpiti da questo virus, raccomanda che i pazienti umani sospettati o confermati evitino il contatto ravvicinato con i loro animali da compagnia e facciano in modo che ad occuparsi di loro siano altri membri della famiglia. Quando questo non fosse possibile diventerebbe ancora più importante l’adozione di buone pratiche igieniche, compreso l’uso di mascherina da parte dell’umano se possibile. Idealmente gli animali appartenenti a proprietari infetti dal virus COVID-19 dovrebbero essere tenuti in casa in linea con raccomandazioni di blocco simili per gli esseri umani applicabili nel Paese o nell’Area di competenza, ma sottolinea anche come non vi sia alcuna giustificazione nell’adozione di misure che possano compromettere il benessere degli animali da compagnia.

Come buona pratica generale, le misure igieniche di base dovrebbero comprendere il lavaggio delle mani prima e dopo contatti e manipolazioni dirette od indirette, ad esempio anche relativamente al loro cibo, nonché evitare di baciarsi, essere leccati dagli animali o condividere gli alimenti.

Le stesse piccole attenzioni dovrebbero essere seguite da chi dovesse darti una mano magari a portare fuori il cane: nessuna coccola troppo ravvicinata e lavarsi bene le mani dopo aver toccato pelo, collare o guinzaglio. Ma lo ripeto, il problema non è l’animale, ma il suo rappresentare una superficie al pari degli oggetti inanimati. Ci tengo davvero che sia chiaro che il loro ruolo nella diffusione della malattia è sostanzialmente trascurabile.

Ho girato in lungo ed in largo i siti di tutte le principali associazioni di veterinari oltre che delle organizzazioni sanitarie come OMS, NHS, Ministero della Salute e CDC e mai nessuno ha rilevato rischi nel caso di vicini di casa… penso a situazioni del tipo soggetto positivo con gatto che va un po’ a spasso per balconi e giardini o condizioni simili. Lo ripeto, nessun rischio rilevato e nemmeno paventato.

Una nota di colore…

Sdrammatizziamo un po’ concludendo con l’ennesima dimostrazione della superiorità del cane sul gatto…

Le persone infette da COVID-19 hanno un odore caratteristico, che può essere riconosciuto da cani addestrati e peraltro con un alto grado di precisione, tanto che secondo autori di numerosi studi potrebbero rappresentare un efficace strumento di screening rapido, e soprattutto non invasivo, in punti d’ingresso come porti ed aeroporti.

Fra i diversi test condotti anche uno della Difesa americana, con un gruppo guidato dalla dottoressa Buckley che si è concentrata sull’analisi di campioni di sudore, ma altri gruppi hanno ad esempio utilizzato mascherine usate.

Questo è un motivo in più per preferire i cani, anche se temo che sia ormai troppo tardi per ribellarci allo strapotere della massoneria felina… Perché, per usare le parole di Jordan Peterson,

“i cani sono come le persone e ripagano le attenzioni che ricevono con la fedeltà, l’ammirazione e l’amore. Insomma, i cani sono fantastici. I gatti invece sono animali di un altro genere. Sono solo semiaddomesticati ed hanno preso una decisione. Sembrano disposti ad interagire con gli umani, ma per i loro strani motivi.
Per me i gatti sono manifestazione della natura, dell’Essere in forma quasi pura.
Per giunta sono una forma dell’Essere che osserva gli esseri umani e li giudica.”

Fonti e bibliografia

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