Effetti dell’alcool sul cuore

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Introduzione

È ben conosciuta la prevalenza dei disturbi cardiaci nell’intera popolazione, stimata come pari a circa 1 un soggetto su 12 negli Stati Uniti (e probabilmente in Italia i numeri non sono molto diversi), quello che non sempre viene riconosciuto è il collegamento con l’alcool, che comunemente si pensa essere in qualche modo protettivo a livello cardiocircolatorio.

La realtà è tuttavia diversa.

  • Esistono effettivamente alcuni lavori in letteratura che hanno rilevato un modesto effetto protettivo relativamente alla malattia coronarica in alcuni soggetti.
  • La ricerca scientifica è tuttavia consapevole da secoli che il consumo eccessivo di alcool può danneggiare il cuore: bere tanto durante un lungo arco di tempo (alcolismo), ma anche assumere grosse quantità una sola volta (binge drinking, occasionale o periodico), sono abitudini e pratiche in grado di esporre il cuore, e quindi la vita dell’individuo, a rischi seri.

Decidere se e quanto alcool bere può essere molto complicato per uno specifico individuo, ma è bene sapere che

NON esiste una quantità di alcool che possa essere consumato in sicurezza.

Anatomia e funzione

Il sistema cardiovascolare comprende

  • cuore,
  • vasi sanguigni,
  • sangue.

Il sistema lavora in continuazione, ogni secondo della propria esistenza, per fornire ossigeno e nutrienti alle cellule e rimuovere l’anidride carbonica e altri componenti non necessari.

Il cuore orchestra sapientemente questo processo.

È un muscolo che ininterrottamente si contrae e si rilassa, spostando il sangue lungo i diversi percorsi che raggiungono ogni cellula del corpo; il cuore batte circa 100.000 volte al giorno, pompando attraverso il corpo l’equivalente di circa 7.500 litri di sangue.

  • I due lati, o camere, del cuore ricevono il sangue e lo ripompano nel corpo.
  • Il ventricolo destro del cuore pompa il sangue nei polmoni per scambiare l’anidride carbonica derivata dalle cellule con l’ossigeno.
  • Il cuore si rilassa per consentire al sangue così ossigenato di riempire la sua parte sinistra.
  • Pompa quindi il sangue ricco di ossigeno nei tessuti e negli organi.
  • Il sangue che attraversa il rene permette al corpo di eliminare le scorie.
  • I segnali elettrici mantengono l’attività di pompa del cuore costante e ad una frequenza coerente per sostenere questa routine.
Rappresentazione grafica dell'anatomia del cuore

iStock.com/yodiyim

Conoscere i rischi

Cardiomiopatia alcolica

L’assunzione prolungata di alcool in grandi quantità indebolisce il muscolo cardiaco, causando una condizione nota come cardiomiopatia alcolica.

Un cuore indebolito si affloscia e si dilata; non può contrarsi con efficacia, di conseguenza non riesce a pompare abbastanza sangue da rifornire tutti gli organi. In alcuni casi questa mancanza di sangue causa gravi danni a organi e tessuti. I sintomi della cardiomiopatia includono

Aritmie

Sia l’occasionale bevuta eccessiva che l’ingestione cronica di alcolici possono avere conseguenze sulla frequenza con cui il cuore batte.

Nel cuore esiste un segnapassi interno che mantiene un’attività di costante di pompa alla giusta velocità; l’alcool interferisce con questo sistema e causa l’aumento o l’irregolarità della frequenza cardiaca. Queste anomalie sono chiamate aritmie. I due tipi di aritmie indotte dall’alcool sono:

  • Fibrillazione atriale: In questa forma di aritmia le camere cardiache superiori, ossia gli atri, vibrano debolmente ma non si contraggono. Nelle camere atriali, si possono formare raccolte di sangue e addirittura coaguli. Un coagulo, viaggiando dal cuore al cervello, può determinare un ictus; se arriva ad altri organi, come i polmoni, si verifica un’embolia, ossia l’ostruzione di un vaso sanguigno.
  • Tachicardia ventricolare: Questo tipo di aritmia colpisce le camere cardiache inferiori, cioè i ventricoli. I segnali elettrici viaggiano attraverso il muscolo cardiaco, attivandone le contrazioni che mantengono il flusso di sangue al giusto ritmo. A seguito dei danni indotti dall’alcool alle cellule del cuore, questi impulsi elettrici possono circolare nei ventricoli troppe volte, causando contrazioni multiple. Il cuore batte troppo rapidamente, per cui non riesce a riempirsi sufficientemente tra un battito e l’altro e il resto del corpo, quindi, non riceve abbastanza sangue. La tachicardia ventricolare causa vertigini, senso di stordimento, perdita di coscienza, arresto cardiaco e perfino morte improvvisa. Eccedere nel bere in circostanze particolari, specie in soggetti che non consumano abitualmente alcolici, può scatenare una di queste anomalie. Il problema di questi casi è stato soprannominato sindrome del cuore in vacanza, perché individui non avvezzi all’alcool possono berne in eccesso partecipando a feste durante le vacanze. Nel tempo, l’alcolismo cronico cambia il corso degli impulsi elettrici che guidano i battiti cardiaci, causando aritmie.

Ictus

L’ictus è una condizione conseguente al mancato apporto di sangue al cervello. In circa l’80% dei casi è dovuto a un coagulo che impedisce il flusso di sangue cerebrale e si parla quindi di ictus ischemico. Talvolta invece il sangue si accumula nel cervello o negli spazi circostanti (ictus emorragici).

Sia la bevuta eccessiva che l’ingestione cronica di alcolici possono determinare ictus anche in soggetti senza cardiopatia ischemica. Studi recenti mostrano una probabilità di circa il 56% in più di subire un ictus ischemico nell’arco di 10 anni in chi si sottopone a grandi bevute rispetto a soggetti che non eccedono mai. Questo tipo di bevitore ha anche un maggior rischio (39% circa) di andare incontro a un ictus di qualunque origine.

L’alcool, inoltre, esacerba i problemi spesso alla base di ictus, come

  • ipertensione,
  • aritmie,
  • cardiomiopatie.

Pressione alta

Il consumo cronico di alcool, come pure l’eccesso occasionale, può causare un aumento della pressione arteriosa, ossia l’ipertensione.

La pressione arteriosa è un’indicazione della pressione generata dal cuore durante le contrazioni e della pressione all’interno di vene e arterie.

Vasi sanguigni sani si distendono come elastici quando il cuore vi pompa il sangue.

L’ipertensione si sviluppa quando i vasi si irrigidiscono, diventando meno flessibili. Il consumo massiccio di alcolici attiva il rilascio di alcuni ormoni dello stress che a loro volta tendono a restringere i vasi sanguigni. Questi fattori aumentano la pressione del sangue.

L’alcool può anche alterare la funzionalità dei muscoli all’interno dei vasi sanguigni, causandone la contrazione e alzando di conseguenza la pressione.

I benefici

La ricerca scientifica mostra che i soggetti sani che assumono quantità moderate di alcool possono avere un rischio ridotto di sviluppare una malattia coronarica rispetto ai non bevitori. Una quantità moderata corrisponde in generale a non oltre due drink in uno stesso giorno nei maschi e uno nelle donne, purché non incinte (o in concepimento).

Vari fattori come

  • dieta,
  • genetica,
  • ipertensione arteriosa,
  • età

possono causare l’accumulo di grasso nelle arterie, con conseguente sviluppo della cosiddetta malattia coronarica.

Un eccessivo deposito di grasso restringe le arterie coronariche, ossia i vasi che forniscono il sangue direttamente al cuore. Le arterie ostruite riducono l’apporto di sangue al muscolo cardiaco; inoltre, è più facile che vadano incontro a fenomeni di trombosi, che possono indurre sia attacchi cardiaci che ictus.

In base a studi recenti, l’assunzione moderata di alcool può avere un effetto protettivo rispetto a queste condizioni. L’assunzione moderata aiuta a inibire e ridurre l’accumulo di grasso nelle arterie attraverso l’aumento dei livelli di HDL (il colesterolo “buono”), che esercita un’azione protettiva rispetto alle cardiopatie. Può aiutare a evitare attacchi cardiaci e ictus prevenendo la formazione di trombi o sciogliendo quelli in formazione. In quantità moderate, l’alcool può aiutare anche a mantenere i valori della pressione arteriosa nei limiti della norma.

Questi benefici possono tuttavia non essere rilevabili o significativi nei soggetti con problemi preesistenti o quando sottoposti a alcuni tipi di trattamenti farmacologici.

Come abbiamo visto in precedenza, tuttavia, il consumo di alcol mostra anche gravi e importanti effetti sulla salute diversi da quelli relativi alla malattia coronarica: raggiungere un equilibrio tra i rischi per la salute e i benefici di un consumo moderato rimane estremamente difficile, dal momento che ogni persona presenta una diversa predisposizione alle conseguenze negative per la salute associate al consumo di alcolici. Ogni soggetto è una combinazione unica di fattori (come età, sesso, genetica, …) che influenzano il rischio di sviluppare determinate malattie potenzialmente causate o prevenute dall’uso di alcol, allo stesso modo quindi il bilancio dei rischi e dei benefici sarà unico.

Nel complesso la comunità scientifica scoraggia di iniziare a bere solo per i possibili effetti benefici.

A sostenere questa raccomandazione è anche la considerazione, ipotizzata da alcuni autori,  che in realtà gli studi siano viziati da un errore di fondo che non sempre viene preso in considerazione, ovvero la possibilità di una correlazione inversa (sick quitter effect, traducibile come “effetto del malato che smette”). L’ipotesi è che negli studi di popolazione gli astemi di lunga data vengano considerati identici a chi dovesse aver smesso più o meno recentemente proprio a causa di problemi di salute alcool-correlati. Tenendo conto di questa possibilità in molti casi l’effetto protettivo dell’alcool scompare, avvalorando invece una risposta lineare dose-risposta: più alcol, più morte e nessuna tutela per moderati livelli di consumo.

Questo potrebbe peraltro essere la, una delle spiegazioni più probabili per il cosiddetto paradosso francese, il presunto fenomeno per cui in Francia, nonostante l’elevato consumo di alimenti ricchi in acidi grassi saturi (ad esempio formaggi), l’incidenza di mortalità per malattie cardiovascolari sia inferiore rispetto ad altri Paesi dieteticamente comparabili, spesso associato all’altrettanto elevato consumo di vino rosso (ricco di resveratrolo).

Fonte

  • NIH, articolo originale non più disponibile (https://pubs.niaaa.nih.gov/publications/Hangovers/beyondHangovers.htm)

Adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara, medico chirurgo

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Domande e risposte
  1. Io pensavo che bere un mezzo bicchiere di rosso al giorno facesse bene…

    1. Dr. Roberto Gindro

      Esistono alcuni moderati effetti protettivi, ma ad oggi si ritiene che questi non siano giustificati in rapporto ai potenziali effetti collaterali. La maggior parte della comunità scientifica (non tutta, peraltro) è concorde nell’affermare che non ci siano quantità considerabili sicure di alcool, né tantomeno considerabili utili.