Gli integratori di COLLAGENE idrolizzato funzionano?

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Introduzione

Metto le mani avanti, la dermocosmesi non è il mio principale ambito di interesse, ma la recente opportunità di poter assumere collagene al fine di “migliorare l’elasticità e il turgore della pelle e apparire più giovane” mi ha stuzzicato…

Lo so che sei qui per sapere se funziona e a mio avviso la risposta è no, ma credo possa essere interessante fare un ragionamento insieme per poi concludere con le possibili alternative: sarò brevissimo, te lo prometto.

Donna che si tocca la pelle del viso

Shutterstock/Irina Bg

Cos’è il collagene?

Il collagene è una proteina strutturale che si trova in abbondanza nel corpo umano e in molti altri organismi animali; le proteine strutturali come il collagene sono proteine speciali che svolgono un ruolo importante nel dare forma e resistenza a diverse parti del corpo, come i muscoli, i tendini, i vasi sanguigni e ovviamente anche la pelle… il collagene non solo tiene tutto insieme, ma conferisce solidità, proprio come il cemento tiene insieme i mattoni di un edificio.

Come ogni proteina il collagene è costituito da lunghe catene di amminoacidi che si avvolgono attorno a sé stesse formando una struttura a tripla elica ed è proprio questa struttura a conferire alla sostanza le peculiari proprietà di resistenza e capacità di supportare la pelle e altri tessuti.

Con il passare degli anni purtroppo la produzione di collagene nel corpo umano tende a diminuire, il che può portare a problemi come rughe, perdita di elasticità della pelle e anche disturbi articolari.

Integratori di collagene

Dall’osservazione che una ridotta produzione di collagene fosse causa di rughe alla commercializzazione di integratori contenenti la sostanza il passo è stato più breve che la durata di una pettinatura durante un uragano.

Ma c’è un ma… : noi mangiamo tutti i giorni proteine (spero per te più da cereali e legumi che dalla carne), ma a parte queste mie fisse il problema nasce dal fatto che per poter essere assorbite tutte le proteine che introduciamo con la dieta devono essere prima frammentate in singoli amminoacidi e, solo a questo punto, possono essere assorbite dall’intestino e passare così in circolo.

I singoli amminoacidi vengono poi gestiti dall’organismo a seconda delle proprie necessità, un po’ come se fossero pezzetti di Lego.

In pratica quando ti mangi un piatto di fagioli è come se le proteine contenute fossero tante strutture complesse costruite con i Lego, strutture che servivano al fagiolo per i propri scopi. Le strutture vengono pazientemente smontate in pezzi singoli nel tuo intestino, per essere poi assorbiti e ri-assemblati in seguito, ma secondo le tue necessità e soprattutto in strutture nuove.

Forse hai quindi capito dove voglio arrivare, giusto?

Quando assumi un integratore di collagene pagato più dell’oro, per il tuo intestino non diversa da una proteina di fagiolo, che quindi verrà smontata e assorbita nel sangue in forma di singoli aminoacidi.

È un po’ come se comprassi la Morte Nera (una grossa astronave tratta dal mondo di Star Wars) fatta di Lego e poi la regalassi a tuo nipote, che nemmeno troppo pazientemente la smonterà in singoli pezzettini per costruire un quartiere residenziale nella città che sta costruendo.

Collagene idrolizzato

E qui entra in gioco il collagene idrolizzato, una forma di collagene preventivamente sottoposta a un processo chimico chiamato idrolisi. Durante questo processo il collagene viene frammentato non in singoli pezzi, ma in blocchi: la Morte Nera è costruita con 4000 pezzi, se la idrolizziamo come il collagene otteniamo dei blocchi più piccoli costituiti da, diciamo, 40-50 pezzi ciascuno. Avrai quindi un blocchetto con la console di comando, un blocchetto con la piattaforma del cannone laterale, un blocchetto con le cucine e così via.

L’idea, fondata, è che piccole catene di aminoacidi vengano assorbite tal quali dall’intestino, senza essere ridotte ai minimi termini dei singoli pezzettini.

Ora però ti chiedo: se anziché dare la Morte Nera intera o i suoi singoli pezzettini, dai questi blocchetti a tuo nipote, lui cosa ne farà?

Presumibilmente la stessa cosa di prima, ovvero continuerà a costruire la sua città, magari sfruttando un tavolo già fatto o nella migliore delle ipotesi dotando la sua casetta preferita di un sistema di difesa spaziale, ma non ricostruirà l’astronave di partenza, perché non è la sua priorità e se proprio avesse voluto farlo non avrebbe aspettato di ricevere i tuoi pezzi.

È ragionevole pensare che il tuo corpo faccia lo stesso: puoi spedirgli con corriere espresso tanto i singoli sacchi di cemento, quanto delle strutture di sostegno preassemblate, ma il corpo farà di testa sua e li dirotterà per costruire altre proteine, non ha alcun motivo per ricostruire la molecola che conteneva in precedenza questi pezzi.

Cosa dice la scienza?

Questi sono i ragionamento che covavo dentro di me leggendo degli integratori di collagene idrolizzato, ma visto che anche i predecessori di Copernico erano convinti che fosse il Sole a ruotare attorno alla Terra in base alle loro conoscenze, non conta tanto il mio pensiero, che potrebbe essere viziato da un’insufficiente conoscenza della biochimica, contano gli eventuali risultati in clinica, pubblicati in forma di studi scientifici rigorosi.

E qui iniziano i problemi, perché sostanzialmente tutti i lavori di ricerca di cui disponiamo sono finanziati da aziende direttamente interessate alla questione per ragioni commerciali (vendono le formulazioni testate…) e quindi, se pure non rifiutiamo a prescindere i risultati ottenuti, serve sicuramente un pizzico di cautela in più.

Anche ammettendo la buona fede dei ricercatori coinvolti, ci sono ragioni squisitamente statistiche per continuare a essere particolarmente cauti; come sottolinea questa review del 2022, gli studi pubblicati sono pochi e di piccole dimensioni, ovvero hanno coinvolto poche persone e questo può essere un problema anche se decidessimo di metterle tutte insieme per condurre una meta analisi (come è stato fatto nel 2021), per almeno tre ragioni:

  1. Statisticamente uno studio condotto su poche persone potrebbe, per ragioni esclusivamente legate al caso, fornire un risultato positivo. Nella meta analisi pubblicata sono stati aggregati 1125 partecipanti di 19 studi, ovvero una media di meno di 60 persone a studio… un po’ pochino.
  2. Il secondo aspetto riguarda un grosso limite di tutta la produzione scientifica attuale, a maggior ragione se finanziata dall’industria: quale fine credi che facciano gli studi che dovessero portare a risultati negativi?
    Puff… mai esistiti… e quindi non è così peregrino pensare che quei 19 studi non siano necessariamente frutto di cherry picking, ma semplicemente l’esito di un filtro ancora precedente alla pubblicazione.
  3. Tutti gli integratori testati includevano anche altri ingredienti, che potrebbero essere i veri responsabili dei miglioramenti registrati.

Insomma, anche volendo essere fiduciosi, ad oggi le prove sono tutto sommato debolucce e mi tranquillizza il fatto di non essere il solo a pervenire a queste conclusioni (e sto pensando alla Mautino, ricercatrice immensamente più formata di me su questo argomento, o agli specialisti della scuola medica di Harvard).

Una meta analisi più recente, del 2023, giunge a conclusioni simili evidenziando ad esempio l’ottenimento di una maggior idratazione della pelle, ma sottolineando la necessità di ulteriori e più ampi studi. A proposito di maggior idratazione della pelle, non sarà che consumando collagene idrolizzato in forma liquida, ovvero da sciogliere in acqua o già pronto in bottiglietta, i benefici derivino semplicemente da un aumento dell’idratazione?

D’altra parte nemmeno l’EFSA è troppo convinta della cosa, tanto da non aver mai autorizzato alcun claim in merito, ma perché allora alcuni integratori sbandierano sulla confezione la presunta efficacia del loro prodotto? Come ci spiega nuovamente la Mautino, grazie a un piccolo barbatrucco, ovvero la presenza in alcune formulazioni dello zinco, che consente l’utilizzo del claim “Lo zinco contribuisce al mantenimento di una pelle normale”.

Per inciso, ci andrei cauto con lo zinco, che potrebbe spiazzare l’assorbimento del rame, ma vabbeh…

Controindicazioni e alternative

La buona notizia è che l’assunzione di collagene sembra sostanzialmente sicura, ma come potrebbe non esserlo, si tratta di proteine di origine animale, no?

E se stai pensando che nella peggiore delle ipotesi ti stai assumendo un buon integratore proteico… beh, mi dispiace deluderti, ma in termini di qualità proteica è proprio un po’ scarsino in quanto a composizione aminoacidica.

La cattiva notizia è che dobbiamo tenerci le rughe senza poter fare nulla?

Secondo me abbiamo un po’ di margine, sono infatti nuovamente i ricercatori di Harvard a suggerire una strada che sposo appieno: insieme a una dieta sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, attenzione a non esagerare con l’esposizione al sole, dormi adeguatamente, evita il fumo in ogni sua forma e riduci lo stress, perché livelli cronicamente elevati di cortisolo possono ridurre la produzione di collagene.

È l’esercizio fisico? Sebbene l’esatta connessione tra esercizio fisico e qualità della pelle non sia chiara, l’ipotesi più condivisa è che l’attività fisica contribuisca a rallentare l’attività cellulare coinvolta nell’invecchiamento della pelle.

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