Niente CARBOIDRATI? Cosa mai potrà andare storto?

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Ah, i carboidrati: per alcuni, un dolce sogno; per altri, un incubo dietetico.

Ma spogliamoci dei pregiudizi e indaghiamo perché evitare i carboidrati possa essere la moda dietetica meno sensata di tutte. Armiamoci di scienza e di un pizzico di ironia (anzi, forse un po’ di più un pizzico, le considerazioni sono in alcuni casi un po’ esagerate), e scopriamo insieme perché rinunciare ai carboidrati potrebbe non essere la brillante idea che alcuni credono.

Complicatevi la vita

Ragazza con sguardo stupito

Shutterstock/Krakenimages.com

Chi non ama complicarsi la vita cercando disperatamente alimenti che non contengano tracce di carboidrati? Dopotutto, passare ore al supermercato a leggere etichette è un ottimo modo per bruciare calorie, giusto?

Per non parlare delle difficoltà di uscire con gli amici… ma chi ne ha bisogno ora che hanno inventato i social network?

Ma chi ha bisogno del cibo in un modo di pasti sostitutivi?

Arrivederci, fibra

Dimenticatevi gli effetti positivi di un buon microbiota intestinale, ma tanto, chi ne ha bisogno quando può essere surrogato dai forum dedicati alla dieta keto?

Quando eliminiamo i carboidrati, diciamo addio anche a una grande quantità di fibre alimentari, essenziali non solo per una digestione regolare, ma anche e soprattutto per il benessere del nostro intestino. Le fibre aiutano a modulare i livelli di zucchero nel sangue e a ridurre il rischio di malattie come il diabete di tipo 2 e la diverticolosi. Inoltre, un adeguato apporto di fibre è legato a un minore rischio di sviluppare alcune forme di cancro, come quello al colon.

Ma, naturalmente, se preferite affidarvi a lassativi e altri integratori piuttosto che a un buon piatto di fagioli, chi sono io per giudicare? Dopotutto, in un mondo che va sempre di fretta, chi ha tempo per masticare?

Un’odissea nutrizionale

Evitando i carboidrati, direte addio anche a un’infinità di vitamine e minerali essenziali. Ma chi ha bisogno di un sistema immunitario efficiente quando si può semplicemente vivere in una bolla?

E soprattutto, che c’importa delle meta-analisi che associano giuste dosi di fonti sane di carboidrati (come cereali integrali e legumi) a una miglior longevità, no?

Una questione di cuore

Ah, e poi c’è la questione cardiovascolare, un piccolo dettaglio non da poco!

Alcuni entusiasti delle diete low-carb amano vantarsi dei potenziali benefici per il cuore di tagliare i carboidrati, ma dimenticano un piccolo particolare: la scienza non è proprio dalla loro parte.

Ridurre drasticamente i carboidrati può portare ad aumentare il consumo di grassi saturi, quei piccoli demoni nascosti in carni grasse e formaggi che possono alzare il livello di colesterolo “cattivo” (LDL).

E, sorpresa!

Alti livelli di LDL sono associati a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari. Ma chi si preoccupa di arterie quando si può festeggiare il temporaneo calo di peso sulla bilancia, vero? E poi, ci sono sempre i farmaci per il colesterolo, nel caso le cose prendano una brutta piega.

Dal punto di vista del metabolismo dei carboidrati, infine, la dieta chetogenica:

  • migliora la sensibilità all’insulina (ottimo!),
  • ma peggiora l’affinità con il glucosio (oh no!).

E se te lo stessi chiedendo no, in questo paragrafo non abbiamo esagerato con l’ironia.

Dite addio all’energia

I carboidrati sono il carburante preferito dal nostro cervello e dai muscoli. Eliminarli è un po’ come aspettarsi che una macchina viaggi senza benzina. Sì, certo, andrà avanti a spinta, ma chi ha voglia di spingere?

Torniamo seri: I carboidrati svolgono un ruolo fondamentale come fonte primaria di energia per il corpo umano, essenziali soprattutto per il cervello e i globuli rossi, che dipendono in gran parte dal glucosio per funzionare efficacemente. Quando l’assunzione di carboidrati è insufficiente, il corpo deve ricorrere ad altre meno efficienti vie metaboliche per produrre il quantitativo comunque necessario al tuo corpo, che può convertire proteine e grassi in glucosio. Sebbene superata la prima fase di adattamento spesso venga descritta un pieno recupero della sensazione di energia e la letteratura mostri risultati contraddittori sulla performance, è raro trovare atleti d’elite che seguano costantemente questo approccio dietetico, anche perché la carenza di carboidrati può essere di ostacolo alla crescita della massa muscolare, utile non solo nello sportivo ma anche in ottica longevità.

Attenzione al portafoglio

Sostituire i carboidrati con proteine e grassi di solito significa spendere di più al supermercato. Ma sicuramente tagliare i carboidrati vale un piccolo sacrificio finanziario, specialmente quando si tratta di pagare il doppio per la carne, per quelle curiose bacche esotiche o per beveroni e integratori.

Un mondo senza pizza

Infine, il motivo più convincente per non abbandonare i carboidrati: la pizza. Sì, esistono alternative a basso contenuto di carboidrati, ma siamo seri, possono competere con una vera, gloriosa, carboidrata pizza napoletana? Decisamente no.

Torniamo seri (di nuovo)

In conclusione, mentre la dieta chetogenica ha guadagnato popolarità per i suoi risultati rapidi nella perdita di peso (anche se non differenti da altre diete sul lungo periodo), è importante riconoscere che la letteratura scientifica attuale non fornisce ancora una base solida che la renda una vera alternativa a regimi alimentari più equilibrati, come la dieta mediterranea. Quest’ultima è supportata da decenni di ricerca che attestano i suoi benefici a lungo termine per la salute cardiovascolare, la longevità e la prevenzione di molteplici malattie croniche.

Per quanto riguarda la perdita di peso, la dieta chetogenica può offrire risultati impressionanti nel breve termine, ma numerosi studi indicano che è spesso difficile mantenere questi risultati nel lungo periodo (e nella migliore delle ipotesi non è in questo superiore ad altri approcci). Molti individui trovano problematico aderire a un regime così restrittivo per lungo tempo, e ciò porta frequentemente a un recupero del peso perso, se non addirittura a un aumento. Ricorda, se dovessi tornare alle abitudini di prima, tornerai anche al peso di prima.

Non ci sono problemi a seguire questo approccio per qualche tempo, ma serve la consapevolezza dei limiti e soprattutto arrivare preparati al “cosa fare dopo”.

Inoltre, la limitazione severa dei carboidrati può comportare effetti collaterali indesiderati e potenziali rischi per la salute, che includono deficienze nutrizionali e problemi legati a una ridotta assunzione di fibre.

Quindi, mentre esplorare nuove modalità alimentari può essere stimolante e potenzialmente benefico sotto la supervisione di un professionista sanitario, è cruciale avvicinarsi a diete come quella chetogenica con cautela e sempre con un’adeguata informazione, ma soprattutto con la consapevolezza che difficilmente si riuscirà a seguire per tutta la vita (anche se a adesso ti sembra tutto bello).

Per approfondire: La dieta chetogenica è un approccio estremo, non uno stile di vita

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