Come farsi piacere del cibo?

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Mangiare sano è fondamentale, ma cosa succede quando il cibo sano non ci piace?

Fortunatamente ci sono diverse strategie che possiamo utilizzare per imparare ad apprezzare anche quegli alimenti che non ci attraggono ma… prima di tutto una domanda.

Perché vuoi farti piacere uno specifico cibo?

Donna che mangia un'insalata con espressione disgustata

Shutterstock/CHAjAMP

Nel campo della nutrizione è fondamentale comprendere che nessun singolo cibo è indispensabile ai fini di una dieta sana ed equilibrata.

Ogni alimento, anche quelli considerati superfood (?), può essere sostituito da altri che offrono nutrienti simili.

Questa flessibilità è una parte essenziale di qualsiasi dieta sana e sostenibile, che ci permette di adattare la nostra dieta alle preferenze personali, alle restrizioni alimentari, o anche alla semplice disponibilità di certi alimenti.

Se ti trovi a chiederti “come posso imparare a farmi piacere un cibo?”, potrebbe essere utile riflettere sulle ragioni dietro questa domanda, perché potrebbe essere legata a percezioni culturali, pressioni sociali, o all’idea che certi alimenti siano “necessari” per essere sani… tutte ragioni che probabilmente non giustificano davvero un consumo forzato.

Tuttavia la situazione cambia quando l’avversione si estende a intere categorie di alimenti che sono invece fondamentali per una nutrizione bilanciata, come verdura, frutta o legumi. In questi casi è sicuramente più ragionevole e condivisibile cercare strategie per incorporare questi gruppi alimentari nella tua dieta in modi che possano risultare più gradevoli.

Questo può includere tecniche come la cucina creativa, l’esplorazione di nuove ricette, l’abbinamento di sapori e, soprattutto, l’esposizione graduale.

Ricorda, l’obiettivo non è forzarsi a mangiare qualcosa che non piace, ma piuttosto scoprire nuovi modi per preparare e gustare questi alimenti, in modo da poter godere dei loro benefici nutrizionali senza sacrificare il piacere nel mangiare. In definitiva, una dieta varia ed equilibrata, che tenga conto dei gusti e delle preferenze personali, è la chiave per un’alimentazione sana e sostenibile.

Esposizione graduale e ripetuta

Uno dei metodi più efficaci per imparare ad apprezzare un cibo che non ci piace è attraverso l’esposizione ripetuta: questa tecnica, ampiamente studiata in contesti pediatrici, si è dimostrata efficace anche negli adulti.

Questo è in assoluto l’approccio più efficace della lista: inizia introducendo piccole quantità dell’alimento in questione e poi aumentandole gradualmente nel tempo; questo processo può aiutare a desensibilizzare le papille gustative e modificare le preferenze alimentari. Uno degli esempi più comuni è l’abitudine al cacao amaro.

Se il consumo di cacao al 100% è quasi impossibile per chi proviene dal cioccolato dolce, una progressiva e graduale esposizione a percentuali crescenti permette di abituare il palato e arrivare a godere (perché sì, alla fine il gusto è realmente sublime…) di un alimento prezioso, perché ricco di antiossidanti.

Abbinamenti sapienti

Abbinare un alimento meno gradito con qualcosa che ti piace può aiutare a migliorarne il gusto. Ad esempio, se non ami il sapore amaro di certe verdure, provarle con una salsa dolce o un condimento aromatico può equilibrare il sapore e renderle più appetibili. Anche in questo caso ci sono evidenze scientifiche a dimostrazione dell’efficacia del metodo… ma diciamo la verità, era probabilmente abbastanza intuitivo di per sé, no?

Io adotto questo sistema per la rucola… troppo amara per i miei gusti, ma piccole quantità in insalate miste di verdure più dolci la rendono decisamente più tollerabile.

Cambiare modalità di cottura

In alcuni casi il modo in cui un alimento è cucinato può fare una grande differenza… se ad esempio mal sopporti le verdure bollite (troppo acquose?), perché non provare a grigliarle, saltarle in padella o, meglio ancora, cuocerle in microonde (meglio dal punto di vista della preservazione delle qualità nutrizionali)?

Variazioni nella temperatura, nel metodo di cottura e nella consistenza possono trasformare completamente il sapore e la piacevolezza di un alimento (pensa a quanto può cambiare una cipolla, da cruda a cotta).

Coinvolgimento in cucina

Partecipare attivamente alla preparazione dei pasti può aumentare l’apprezzamento per il cibo. Questo processo, noto come “effetto IKEA”, suggerisce che mettere impegno nella creazione di qualcosa aumenta il valore percepito di quell’oggetto, o in questo caso, del piatto.

Aspetto psicologico: riformulare il pensiero

Cambiare il modo in cui pensiamo a un cibo può influenzare il nostro gusto. Invece di concentrarti su ciò che non ti piace, cerca di focalizzarti sui benefici nutrizionali e su come questo alimento può contribuire alla tua salute e al tuo benessere.

PS: La rucola è un’eccellente fonte di minerali, lo so e ne se convinto… ma onestamente continua a non piacermi… 😉

Creare abitudini positive

Abbinare il consumo di un alimento meno gradito a un’attività piacevole può creare un’associazione positiva, che ne favorisce l’apprezzamento nel tempo. Ad esempio, consumare quell’alimento mentre si guarda il proprio show preferito o in un contesto sociale piacevole, può migliorare l’esperienza complessiva.

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