Il cappuccino a colazione fa bene? Oppure è meglio di soia?

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Il cappuccino dal punto di vista nutrizionale

Quando si muovono critiche all’attuale dieta italiana, che non ha purtroppo più nulla a che vedere con la dieta mediterranea, il binomio brioche e cappuccino al bar è spesso uno dei simboli di questo disfacimento cultural-nutrizionale ma, se non ci sono molti dubbi sul cornetto, siamo sicuri che il cappuccino sia una brutta soluzione?

Il cappuccino tradizionale, perché quelle raccapriccianti preparazioni americane sono dolci a tutti gli effetti e come tali vanno trattate, è una combinazione di latte e caffè espresso.

Diciamo 30 mL di caffè e 120 mL di latte vaccino intero.

Caffè

Il caffè ha un apporto tutto sommato trascurabile di macronutrienti e quindi anche di calorie, ma come sappiamo bene è invece molto interessante in termini di principi attivi fitochimici, , come gli antiossidanti probabilmente responsabili dei numerosi effetti benefici di salute.

È una bevanda perfetta?

Assolutamente no, la perfezione a questo mondo non esiste; il caffè può più facilmente di quanto si pensi favorire lo sviluppo di dipendenza alla caffeina e nei soggetti sensibili alla stessa si osserva l’insorgenza di effetti indesiderati come tachicardia, nervosismo e disturbi del sonno.

Nel complesso penso però che si possa dire che, con un consumo moderato e limitato all’equivalente di 2-3 espressi al giorno e salvo ipersensibilità individuali, sia una bevanda con un rapporto rischio beneficio sostanzialmente favorevole, nonostante il fatto che la caffeina sia considerata la sostanza psicoattiva stimolante più diffusa e più consumata nel mondo

Latte

120 mL di latte intero, intero perché in genere è quello del bar, apportano indicativamente

  • poco meno di 80 kcal, da
  • circa 4 g di proteine di ottima qualità
  • più o meno lo stesso in grassi in buona parte (purtroppo) saturi,
  • se il latte fosse di buona qualità anche un po’ di omega-3,
  • poco più di 10 mg di colesterolo, ma che non ci preoccupa particolarmente,
  • 6 g di zuccheri, in gran parte lattosio.

Ma poi ci troviamo anche micronutrienti come il calcio, del potassio e qualche vitamina.

Insomma, se è vero che non è nulla che faccia gridare al miracolo, non è certamente una fonte di calorie vuote e, se escludiamo per un attimo la valutazione in termini di benessere animale, si tratta certamente di un alimento che merita il posto che le nostre stesse linee guida gli riconoscono:

Bevi ogni giorno una tazza di latte o yogurt, scegliendo preferibilmente quello parzialmente scremato, che comunque mantiene il suo contenuto in calcio e proteine.

Quello del bar abbiamo detto essere intero, ma se di buona qualità, se la tua dieta non è eccessivamente ricca di altre fonti di grassi saturi e se non devi stare maniacalmente attento a questi non mi sembra un delitto.

A cosa fa bene il cappuccino? O fa male?

Ragazza con in mano un cappuccino

Shutterstock/Cast Of Thousands

Un cappuccino contiene dunque le sostanze benefiche del latte come proteine, calcio e vitamine del gruppo B, del caffè ci teniamo con grande piacere la caffeina, che in quantità moderate può avere effetti positivi come aumentare la concentrazione e l’energia.

Cosa ci siamo dimenticati?

Esatto… lo zucchero.

Le linee guida ci dicono che abbiamo un minimo apporto di zuccheri aggiunti da gestirci durante la giornata, quindi un cucchiaino o due non sono un problema di per sé, lo diventano se bevi tre cappuccini o caffè al giorno e ogni volta ce li metti, oltre al biscottino di metà mattina, la bibita dolce a pranzo, la merendina del pomeriggio e lo yogurt con zuccheri aggiunti dopo cena…

Premesso che, credimi, berlo amaro è solo una questione di abitudine, l’alternativa è l’uso di dolcificanti; non sono un grande amante di questa soluzione, soprattutto perché perpetuano e rinforzano l’abitudine al gusto dolce, ma sono probabilmente una soluzione meno peggio di un eccesso di zucchero.

Ma ti faccio notare che, come sempre-sempre-sempre, tutto dipende dal contesto complessivo della tua dieta:

  • la caffeina del cappuccino al mattino non è un problema, a patto che non sia la prima dose di 8 complessive prima di arrivare a sera,
  • i grassi saturi del cappuccino non sono affatto un problema se poi non eccedi con altre fonti di grassi saturi durante la giornata (burro, formaggi, carne, …),
  • il cucchiaino di zucchero non è un problema se nella giornata non superi in questa forma il 5% delle tue calorie.

Di per sé, quindi, il cappuccino è un’ottima scelta, sta poi a te fare in modo che i suoi punti deboli non siano gli stessi del resto della tua alimentazione.

Meglio di soia?

L’alternativa più immediata è il cappuccino di soia, che è probabilmente l’unica bevanda vegetale che non necessità di particolari additivi per garantirti una schiuma degna di questo nome; la ragione è che solo la soia, non l’avena, non il farro, non le mandorle, ha un contenuto proteico abbastanza significativo da consentirti di ottenerla.

È ovviamente 100% vegetale, privo di colesterolo e con un profilo di grassi insaturi più favorevole. È anche fonte di proteine di buona qualità e di isoflavoni, composti fitochimici con potenziali proprietà antiossidanti e protettive per le ossa.

A seconda della marca scelta dal bar può essere più o meno ricco di zuccheri aggiunti, quindi in genere non è necessario dolcificarlo ulteriormente, ma per lo stesso motivo potrebbe apportare qualche caloria in più, ma comunque entro limiti del tutto ragionevoli.

Difficile invece valutare il profilo di vitamine e minerali, perché strettamente dipendenti dalla marca scelta; molte preparazioni, per venire incontro alle esigenze nutrizionali dei vegani, aggiungono calcio, vitamina D e vitamina B12, ma dipende…

Vale la pena notare che alcuni studi suggeriscono che le proteine del latte vaccino siano responsabili di un effetto di sequestro sugli antiossidanti del caffè, che non si verifica nel caso della soia: insomma, forse l’abbinamento latte vaccino-caffè potrebbe ridurre i benefici di quest’ultimo, ma nel complesso di una dieta sana non mi fascerei la testa su questo aspetto, anche perché in realtà già il contenuto iniziale dipende dalle modalità di tostatura del caffè e sono del parere che ossessionarsi su queste inezie possa far perdere di vista obiettivi più importanti, come l’equilibrio complessivo della dieta e l’importanza di un apporto calorico corretto.

Quale scegliere?

Dovrebbe ormai essere chiaro che le due preparazioni presentano caratteristiche che possono fare la differenza solo in persone con specifiche esigenze nutrizionali, di salute o etiche; il cappuccino preparato con latte di soia può cioè essere un’alternativa salutare per chi fosse intollerante al lattosio, seguisse una dieta vegana o cercasse di ridurre l’apporto di grassi animali, ma complessivamente tanto il cappuccino di soia che di latte vaccino a mio avviso sono bevande che non solo non devono assolutamente preoccupare, soprattutto quando inserite in modo corretto come abbiamo visto prima, ma che offrono anche gli antiossidanti del caffè e una prima dose di proteine di qualità.

E poi chi l’ha detto che dobbiamo scegliere? Possiamo anche alternarli, beneficiando così del meglio di entrambi e riducendo l’impatto dei loro punti deboli.

Riassumendo, se è vero che i cappuccini non possono vantare particolari proprietà benefiche, gli antiossidanti del caffè, l’effetto stimolante della caffeina e il contributo al senso di sazietà legato a grassi e proteine del latte sono comunque ragioni più che sufficienti per poterli considerare una scelta del tutto ragionevole.

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