Festività (Natale e Capodanno) a tavola: come limitare i danni?

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Trascrizione del video

  • Quali alimenti evitare in questo periodo per non rischiare danni eccessivi al peso ed alla salute?
  • Come compensare dopo i cenoni? Cosa mangiare al pasto successivo per riequilibrare?
  • Se proprio devo eccedere meglio farlo con i grassi o con gli zuccheri?

Ci siamo! Siamo in quel periodo dell’anno in cui se sommiamo il tempo passato a tavola a quello speso sul divano le giornate sembrano diventare magicamente di 25 o 26 ore… Ma alla terza fetta di Pandoro con la crema pasticcera, in un sussulto di lucidità nonostante i 3 bicchieri di Moscato e i 2 di Fragolino, ti chiedi se non avrai forse un po’ esagerato e come fare a compensare…

Questo articolo nasce da un interessantissimo spunto che mi ha suggerito Marco, in risposta ad alcuni commenti su un precedente video, dove mi esprimeva un po’ di preoccupazione legata ad un problema in parte sovrapponibile al quadro che ti ho appena dipinto; ti darò la risposta alle domande fatte in apertura, ma ti chiedo un attimo di pazienza per delinearti un quadro strettamente correlato.

Marco per un periodo di un paio di settimane durante le festività, non essendo a casa, perde un pochino il controllo sulla preparazione e soprattutto sulla scelta del cibo. Leggere le sue parole mi ha stupito, perché avrei potuto scriverle anch’io… si pone domande che mi pongo anch’io tutte le volte che ceno fuori e, ancora di più, in quei 10 giorni all’anno di vacanza lontano da casa e con la famiglia, in cui per forza di cosa non riesco a mangiare come vorrei essendo fuori… non sempre riesco a convincere i miei bambini della possibilità di cenare in quel carinissimo ristorantino vegano in alternativa al fritto misto di pesce.

E allora inizio a chiedermi…

  • Quanto disastro farà l’impossibilità di mangiare pasta e più in generale cereali integrali?
  • Come cambierà la mia risposta insulinica?
  • Niente legumi per ben 36 ore, come farò senza gli amminoacidi solforati?
  • Lo ammetto, ho ceduto ad una piadina… ma con lo strutto e quei grassi saturi… cosa succederà alle mie arterie?
  • Frutta e verdura in quantità trascurabile rispetto alle normali abitudini, sto distruggendo tutta la mia flora batterica intestinale dopo anni di attenta selezione?

Ti dirò di più, in questo momento sono al nono giorno di quarantena a causa di un figlio positivo al COVID-19 e quindi non corro da 9 giorni… non saprei dire quando sia stata l’ultima volta in cui sono stato fermo così a lungo…

  • perderò tutti i benefici accumulati in anni di pratica?
  • Probabilmente mi verrà un infarto da un momento all’altro e, se così non fosse, non riuscirò più nemmeno a fare tutta di corsa la salita in collina che faccio abitualmente.

Lo so, io e Marco siamo un po’ esagerati, ma cosa c’entra con le domande fatte in apertura? La risposta, quella a cui con un po’ di sforzo intellettuale mi do ogni volta, è che di fatto non capiterà nulla né a me, né a Marco, né a chi in queste due settimane di cene a ripetizione farà qualche strappo in più del solito.

Rubando le parole al Dr. Vendrame, quello che conta davvero non sono le eccezioni, ma le abitudini.

Ammesso e non concesso che i vari marker relativi ai fattori di rischio possano subire modificazioni, penso a glicemia, pressione, colesterolo, … ma anche al peso corporeo, questi saranno sostanzialmente ininfluenti per la maggior parte di noi.

Ci sono alcune eccezioni? Beh, sì, ci sono. Un paziente diabetico dovrà comunque stare attento perché in quel caso la glicemia può davvero schizzare a valori immediatamente pericolosi. Un soggetto che presenti già gravissimi fattori di rischio cardiovascolari non potrà rischiare di aggiungere la goccia in grado di far traboccare il vaso, è infatti noto di come infarti ed ictus siano più comuni in questo periodo, anche se va detto che in realtà le cause non siano solo alimentari, ma anche legate al freddo ed allo stress e per non parlare del rischio effetto week-end legato al ricovero ospedaliero nei giorni di festa, associato ad un aumento della mortalità.

Ma proprio sullo stress vorrei spendere due parole… Non ho dati reali a sostegno, ma sono abbastanza sicuro che per me e Marco sia più dannosa l’eventuale ansia legata alla preoccupazione che non l’effetto diretto degli alimenti consumati. E allo stesso modo se dopo la terza fetta di Pandoro inizi a struggerti dentro, a pensare che la prossima volta che salirai sulla bilancia questa visualizzerà la scritta “Per favore, salire uno alla volta”… beh, anche tu probabilmente stai peggiorando inutilmente la situazione. Ho da poco finito di leggere “Perché alle zebre non viene l’ulcera” un bellissimo libro in cui l’autore, un neurobiologo, racconta nel dettaglio di come stress, ansia, depressione abbiano risvolti estremamente tangibili sulla produzione ormonale e sui rischi associati a praticamente qualsiasi malattia ti possa venire in mente.

Pandoro

Shutterstock/vasanty

Dal punto di vista dell’evoluzione, d’altra parte, non ci sarebbe nulla di strano a pensare che occasionalmente ai nostri antenati capitasse di andare avanti per qualche settimana a forza di sola carne rossa (grassi saturi e proteine infiammatorie) e magari miele (zuccheri), frutto di una fortunata raccolta. Non è l’ideale, certo, ma sicuramente nelle caverne non c’era il frigorifero e la dieta andava inevitabilmente incontro a fluttuazioni frequenti ed imprevedibili, tra cui sicuramente anche il digiuno, ma non voglio divagare. Per assurdo non mi stupirei quindi che in qualche modo l’occasionale strappo, se nel contesto di uno stile di vita buono, non possa avere addirittura dei risvolti positivi, non è raro che il nostro organismo benefici da piccoli stress occasionali (Taleb ci ha costruito un libro sopra), quello che chi ne sa più di me chiama eustress e che poi è lo stesso fenomeno alla base anche dei progressi sportivi, ovvero sottoporre l’organismo a sessioni di stress controllato per indurlo ad una risposta adattativa.

E quindi? Come comportarsi praticamente a tavola? Ribadendo l’ovvia necessità di mantenere alta la guardia per i soggetti a rischio, e comunque di chiedere un parere al tuo medico, chi durante l’anno ha un buon stile di vita non dovrebbe preoccuparsi molto dei frequenti strappi di questi giorni e tornando alle domande iniziali risponderei così:

  • Quali alimenti evitare in questo periodo per non rischiare danni eccessivi al peso ed alla salute? Nessuno in particolare, ovviamente a patto di ricordarsi che ad esempio gli alcolici possono diventare rapidamente pericolosi, sia direttamente che indirettamente.
  • Se proprio devo eccedere meglio farlo con i grassi o con gli zuccheri? Se devi fare uno strappo fallo con quello che ti dà maggior soddisfazione, se strappo deve essere che ne valga la pena!
  • Come compensare dopo i cenoni? Cosa mangiare al pasto successivo per riequilibrare? Non è necessario, riprendi semplicemente la routine normale; piuttosto, a questo proposito, ti invito a smettere di mangiare quando non dovessi avere più appetito. Se la terza fetta di pandoro la prenderesti solo per golosità… beh, magari rimandala alla colazione del giorno dopo. Se al pranzo del primo gennaio, dopo il cenone di capodanno non ti andasse giù nulla, non solo non è assolutamente necessario mangiare qualcosa di specifico per compensare la sera prima, ma non è proprio necessario mangiare in assoluto. Se non hai fame salta pure e alla sera tornerai a valutare un pasto più equilibrato e aderente alla normalità: verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, … le solite cose. Ma attenzione, non stai saltando il pranzo per compensare, ma perché non hai fame, c’è una differenza concettuale enorme.

Ti lascio con uno spunto… un’idea da mettere in pratica nei prossimi giorni o magari il prossimo anno: di solito ci presentiamo alle feste portando panettoni, pandori ed alcolici per il padrone di casa, ma ci sono altre possibilità. Pochi giorni prima di Natale mia moglie è arrivata a casa con una cassetta enorme di frutta e frutta secca (grazie mille professoressa Sandra!) che in questi giorni sto divorando di gran gusto… questa è la dimostrazione di come sia possibile fare scelte anche in questo periodo, senza per questo rinunciare né al gusto né alla presentazione estetica quando si tratta di regali.

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